Eternit: deamiantizzazione totale di Casale entro il 2020
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
23 Dicembre 2014
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Eternit: deamiantizzazione totale di Casale entro il 2020

Dopo la sentenza della Cassazione sul processo Eternit, Luigi Ferrando della Uil fa un quadro degli scenari sul fronte giustizia, su quello delle bonifiche e su quello sanitario, dove è la ricerca a non far perdere le speranze con lo studio di farmaci che possano attenuare l'azione killer dell'amianto

Dopo la sentenza della Cassazione sul processo Eternit, Luigi Ferrando della Uil fa un quadro degli scenari sul fronte giustizia, su quello delle bonifiche e su quello sanitario, dove è la ricerca a non far perdere le speranze con lo studio di farmaci che possano attenuare l'azione killer dell'amianto

 UIL INFORMA – “Una sentenza, quella della Cassazione sul processo Eternit, che è stata un colpo di spugna”. A ricordarlo è Luigi Ferrando della Uil che segue come sindacato tutta la storica vicenda casalese. Con lui è stato fatto un quadro degli scenari “di domani” sul fronte giustizia, ambientale e su quello sanitario. Questi sono infatti i tre fronti che rimangono aperti, per i quali la città di Casale Monferrato non smette di lottare. Nel primo caso, la voglia di andare avanti e di non farsi fermare da una sentenza storica, come quella della Cassazione, è testimoniato dal processo “Eternit Bis”, dove il procuratore Guariniello, alfiere di questa battaglia, chiederà la condanna del maniate svizzero con l’accusa – questa volta – di omicidio volontario per 257 persone, morte a partire dagli anni dopo che la fabbrica casalese era stata abbandonata, senza venire bonificata.

L’annullamento di tutto il precedente processo Eternit ha ovviamente fatto decadere anche la richiesta di risarcimento di 18 milioni per le bonifiche da attuare a Casale Monferrato. “Nonostante tutto il Governo, con la finanziaria in corso di approvazione, ha stanziato fondi per città come quella della nostra provincia per 75 milioni. A Casale – prosegue nella spiegazione Ferrando – sono destinati 18 milioni per ognuno dei tre anni (il 2015, 2016 e 2017), oltre all’accesso al Fondo per le vittime dell’amianto anche per coloro che non hanno mai lavorato nella fabbrica della morte”. E come usare questi soldi, Casale già lo sa. “E’ stato fatto un piano complessivo di deamiantizzazione totale della città entro il 2020, oltre alla creazione di una nuova discarica visto che l’attuale è già in esaurimento”.

L’ultimo fronte di azione è quello della ricerca sanitaria. “L’ ospedale di Alessandria, di Casale Monferrato e Università di Torino – conclude Ferrando della Uil – stanno lavorando alla ricerca di un medicinale che possa sterilizzare i devastanti effetti delle fibre di amianto quando vengono inalate”. Infatti la fibra killer oggi non lascia scampo: “dei 1500 morti di mesotelioma all’anno e dei 50 solo a Casale, nessuno è riuscito a salvarsi, a guarire”. Così anche per sensibilizzare su un questo tema, su questa vicenda, che non può essere circostanziata alla sola città di Casale Monferrato, le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno in programma un documento da promuovere in tutte le province, ad iniziare da quelle piemontesi.

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