Un anno di artigianato: il punto con il direttore del Consorzio Servizi Unione Artigiani
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Redazione Il Piccolo  
2 Gennaio 2015
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Un anno di artigianato: il punto con il direttore del Consorzio Servizi Unione Artigiani

Valerio Scarrone: "I servizi alla persona, le manutenzioni civili hanno contenuto le perdite, l'edilizia è il settore che ha maggiormente subito la sofferenza"

Valerio Scarrone: "I servizi alla persona, le manutenzioni civili hanno contenuto le perdite, l'edilizia è il settore che ha maggiormente subito la sofferenza"

CASALE MONFERRATO  – La fine del 2014 è occasione per tracciare con Valerio Scarrone, direttore del Consorzio Servizi Unione Artigiani di Casale un consuntivo dell’anno ormai archiviato, con riguardo al comporto dell’artigianato nel Casalese.

Qual è il bilancio di quest’anno appena trascorso ?
È in linea con le constatazioni e le statistiche nazionali, con forte decremento di ricavi e redditività in ogni settori merceologico del comparto.

Ci sono settori che “resistono” nel Casalese ?
I settori che hanno contenuto le perdite sono i servizI alla personi, le manutenzioni civili, escludendo l’ambito industriale. Nella nostra città, infatti, l’impoverimento del settore industriale ha ridimensionato fortemente le subforniture, i trasporti e quanto connesso alle manutenzioni e gli investimenti complessivi.

A livello camerale c’è un leggero incremento per le aziende che lavoran con l’estero. Vale anche per Casale ed il Monferrato ?
L’artigianato ha mantenuto i livelli nei rapporti con l’estero, ancor che questo dato risulti essere poco significativo sul nostro territorio e non determini consistenze apprezzabili.

Può dare qualche dato sull’edilizia, a detta di tutti sofferente ?
L’edilizia è il settore che ha maggiormente subito sofferenza e non si manifestano sul nostro territorio i timidi segnali di ripresa rappresentati dagli istituti bancari con le crescita per quanto riguarda il 2014 della domanda di mutui per l’acquisto di immobili. Vale nel settore il dato emerso dagli enti camerali da cui si rileva un impoverimento di addetti e imprese in tale comparto del 45% facendo un raffronto tra il giugno 2007 ed il giugno 2014.

Veniamo al Jobs Act, cosa c’è di fumo e cosa c’è di arrosto per l’artigianato ?
Il provvedimento appena emanato delinea aspettative meno rigide, quindi flessibili, nell’instaurazione dei rapporti di lavoro che, peraltro per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti non hanno incidenza particolare. Essendo il nostro comparto sostanzialmente al di sotto di tale limite numerico poco inciderà, per quanto i principi sono apprezzabili. Permane il problema della compatibilità e perciò il contributo istituito per le nuove assunzioni che probabilmente muoverà nel settore la domanda di lavoro.

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