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Perché concedere in comodato per 3 anni la collezione Vidua al Comune di Torino?
Riboldi e Capra interrogano la giunta di Titti Palazzetti
Riboldi e Capra interrogano la giunta di Titti Palazzetti
CASALE MONFERRATO – “Perchè, nonostante le dichiarazioni di senso contrario, la Giunta di Casale ritiene più opportuno dare l’incarico ad altri di valorizzare la collezione “Carlo Vidua”, invece di attrezzarsi per valorizzarla in loco, soprattutto in vista di Expo 2015?”. E’ quanto si chiedeno il Capogruppo di Fratelli d’Italia Federico Riboldi e il Capogruppo della Lega Nord Emanuele Capra, che hanno deciso di presentare un’interrogazione in Comune.“il Museo Civico di Casale Monferrato conserva la collezione “Carlo Vidua”, costituita da oggetti di carattere etnografico ed archeologico raccolti nei vari viaggi per il mondo dallo stesso Vidua.” – ricordano Capra e Riboldi – “La collezione presenta un nucleo di reperti egizi ed archeologici raccolti dal viaggiatore casalese durante il suo primo viaggio.”
La Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino nel suo progetto di ampliamento intende allestire delle sale espositive dando spazio alla figura di Carlo Vidua anche tramite i reperti casalesi.
“La collezione fa parte dei beni del Museo Civico di Casale Monferrato.” – sottolineano – “Nel 2015 è prevista l’ Esposizione Universale a Milano: la giunta comunale ha deciso all’unanimità di concedere in comodato gratuito, per tre anni, i reperti della collezione e un ritratto in gesso alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. Una decisione che a nostro parere danneggia Casale Monferrato e priva la nostra città di un’importante elemento di richiamo turistico in occasione di EXPO 2015”.
Federico Riboldi e Emanuele Capra hanno quindi predisposto un’interrogazione per chiedere lumi al Sindaco e alla Giunta su una scelta che parrebbe priva di qualsiasi logica di promozione della città di Casale. In particolare viene chiesto “quali siano le motivazioni per le quali si sia ritenuto opportuno dare in comodato ad un ente di un’altra città una collezione di così significativo rilievo” e “quanti e quali siano i reperti da dare in comodato” unitamente al fatto se non ritenga “troppo lunga la durata di tre anni del comodato”