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Processo Eternit, le prese di posizione di Cisl e Uil
C'è la consapevolezza che la lunga vicenda processuale non mette fine alla lotta all'amianto, nonostante la dichiarazione della prescrizione dei reati
C'è la consapevolezza che la lunga vicenda processuale non mette fine alla lotta all'amianto, nonostante la dichiarazione della prescrizione dei reati
CASALE MONFERRATO – Non cessano le prese di posizione dopo il deposito delle motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione che il 19 novembre scorso ha annullato le pronunce di due gradi di giudizio (Tribunale e Corte d’Appello di Torino) relativamente al miliardario svizzero Stephan Schmidheiny per la vicenda Eternit. Tonio Anselmo segretario Cisl Alessandria – Asti e Luciano Bortolotto di Cisl Casale in una nota evidenziano che questa battaglia trentennale per ottenere giustizia, portata avanti dai familiari delle vittime e dalle vittime stesse con Afeva e le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil con un’enorme partecipazione, “ha portato a casa risultati straordinari:– Casale Monferrato alla ribalta mondiale come città simbolo della lotta all’amianto.
– La legge che vieta la produzione e la commercializzazione dei prodotti contenenti amianto (per una volta l’Italia prima in Europa in termini positivi).
– La conferenza nazionale di Venezia, sul “Piano nazionale Amianto” che ha costruito le linee guida di intervento e ha assegnato i fondi per le bonifiche dei siti contaminati.
– La creazione dell’UFIM ( Unità Funzionale Mesotelioma) che unisce gli ospedali di Casale e Alessandria in rete con Università e centri di cura specializzati per l’assistenza , la cura, la sperimentazione e la ricerca sul mesotelioma.
– Fondi (65 milioni di euro in tre anni per il sito di Casale M.to) per il completamento delle bonifiche.
Ma soprattutto l’eco del processo Eternit ha portato alla ribalta le carenze della legislazione italiana in tema di disastri ambientali e di prescrizione dei reati stessi.
Il Presidente del Consiglio si è impegnato ad agire su questi temi: proprio in questi giorni, dopo un anno di stallo, riprende in Senato la discussione sulle modifiche della legislazione sui reati ambientali.
Tutto questo è storia, la nostra storia, fatta di tante persone che ci hanno creduto fino in fondo, che hanno fatto un mare di sacrifici, che si sono spese tantissimo. A Romana Blasotti Pavesi, per tutti, ancora il nostro grazie.”
Non è da meno il giudizio che arriva da Luigi Ferrando della Uil: “Le motivazioni della sentenza di Cassazione che ha assolto il magnate svizzero, pubblicate in questi giorni, ancorchè non fugare il senso di ingiustizia già provato il 19 Novembre scorso, lo aumentano con qualche preoccupazione in più.
Prescrivere significa affermare che un comportamento criminoso si cancella semplicemente perché è trascorso del tempo.
Questa sentenza oltre a rinnovare il dolore di molte vittime, crea un pericoloso precedente che peserà sulla attività di prevenzione ambientale.
D’ora in poi ogni inquinatore, ogni gestore di ambienti lavorativi meno che salubri, potrà contare, quando denunciato, sullo scorrere del tempo per lavarsi la coscienza.
Questa sentenza pilatesca che non entra nel merito dell’attività criminosa, nelle sue conseguenze ambientali, salutistiche, letali protratte nel tempo, ci riporta al medioevo lavoristico, ignorando decenni di attività preventiva tesa a rimuovere i fattori di rischio, le fonti di inquinamento, a tutela della salute di lavoratori e cittadini.
Noi siamo convinti di aver agito con la consapevolezza del diritto e non lasceremo mai le vittime ed i loro familiari soli in questa battaglia che non riteniamo conclusa qui.”