Trattativa sociale tra sindacati e comuni: “bisogna incidere sulle scelte”
Cgil, Cisl e Uil creano una piattaforma di "trattativa sociale" per essere informati e coinvolti nelle scelte delle amministrazioni comunali. "E' necessario fare rete, per arrivare ad abbassare i costi sociali e a trovare soluzioni su fronti quali legalità, fiscalità, politiche sociali". "Dialogo e confronto, per essere coinvolti in prima linea"
Cgil, Cisl e Uil creano una piattaforma di "trattativa sociale" per essere informati e coinvolti nelle scelte delle amministrazioni comunali. "E' necessario fare rete, per arrivare ad abbassare i costi sociali e a trovare soluzioni su fronti quali legalità, fiscalità, politiche sociali". "Dialogo e confronto, per essere coinvolti in prima linea"
PROVINCIA – Da oggi partirà una lettera rivolta alle amministrazioni comunali dei Comuni centri-zona e di tutti quelli con popolazione superiore ai 4 mila abitanti, una quindicina circa nella provincia di Alessandria. Le lettere partiranno dalle segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil e dalla categoria Pensionati delle tre sigle sindacali per provare ad iniziare un percorso di “comunicazione continuativa” con gli enti comunali. “Si tratta di una piattaforma di trattativa sociale – spiega Aldo Gregori della Uil – che è diventata fondamentale di questi tempi vista la tassazione sempre maggiore e i servizi sempre minori offerti ai cittadini”. Questa trattativa sociale si basa su alcuni punti: “nella sostanza vorremmo essere correttamente e correntemente informati delle scelte che le amministrazioni fanno in materia di politiche sociali, di fiscalità, di lotta all’evasione sociale, di legalità, piuttosto che di welfare per la terza età, casa e lavoro”. Così facendo ogni qualvolta ci sarà un incontro tra segreterie sindacali e amministratori comunali, “noi comunicheremo ai cittadini le informazioni ricevute per mezzo degli organi di stampa, anche per evitare che alcune scelte finiscano per essere ‘assegnate’ ai Comuni, tout court” ha aggiunto Gregori.
Quello che si vuole fare, quindi, è mettere in luce le volontà delle varie amministrazioni per intervenire, ad esempio, sul tema Isee, che con il nuovo modello vedrà un 20-30% in meno di persone avere diritto ad agevolazioni fiscali; oppure su un tema come quello dell’evasione fiscale, prendendo a modello il comune di 20 mila abitanti che ha aderito al patto Ance e che ha recuperato un credito pari ad oltre 800 mila abitanti. “Non sono più accettabili altri tagli al welfare, ora bisogna iniziare ad incidere sugli sprechi” ha spiegato Gregori. Sul territorio i tagli si fanno poi sentire soprattutto nei piccoli paesi: “meno uffici postali, meno trasporti…insomma meno servizi”. “La necessità – vista la crisi del momento – è quella di andare ad incidere nelle scelte delle amministrazioni comunali” ha aggiunto Marco Ciani, della segreteria Cisl Alessandria-Asti. Che ha spiegato come serva “una rete territoriale tra Comuni e sindacati, che diventa una rete di protezione per i cittadini”. Quello che si vuole provare a creare è un percorso condiviso con le amministrazioni comunali così da andare nella direzione di “politiche sociali più sostenibili”.
