Qualcosa in comune
Cosa cè in comune fra i jihadisti assatanati per paura di Satana, i teppisti olandesi dalle vesciche gonfie di birra e alcuni tristi politicanti nostrani? A un osservatore superficiale niente. Ma una cosa cè. Lodio per la bellezza, un dono che rifiutano perché lo percepiscono come terribilmente pericoloso
Cosa c?è in comune fra i jihadisti assatanati per paura di Satana, i teppisti olandesi dalle vesciche gonfie di birra e alcuni tristi politicanti nostrani? A un osservatore superficiale niente. Ma una cosa c?è. L?odio per la bellezza, un dono che rifiutano perché lo percepiscono come terribilmente pericoloso
OPINIONI – Uomini feroci si accaniscono su statue, reperti, testimonianze del passato. Altri ugualmente biechi attaccano i musei, a Bruxelles e Tunisi e massacrano a Parigi disegnatori e vignettisti per chiudere la bocca a noi. In un’altra parte del mondo violentano una scuola pakistana nella quale si insegnano la tolleranza, il rispetto della diversità, le tecniche per risolvere i conflitti. A Copenhagen, la città più verde del mondo, criminali fanatici cercano di assassinare la voce di un regista che parla diversamente da loro, poi attaccano i simboli di una religione antica dalla quale discende anche la loro. A Roma teppisti olandesi dal reddito garantito orinano sui monumenti di una cultura che li innervosisce e prendono a sassate opere che altri hanno amato e amano.
Da noi ci sono pletore di politicanti protervi che lasciano degenerare il patrimonio storico e artistico, ne accelerano la fine chiudendo musei e siti archeologici, affamando biblioteche e centri di ricerca, cancellando anni di lavoro e di passione. Sostengono che sia per fare risparmi, ma intanto si arricchiscono rubando su tutto e si fanno belli di inaugurazioni finte come la loro onestà e di eventi squallidi come la loro incapacità di governare.
Cosa c’è in comune fra i jihadisti assatanati per paura di Satana, i teppisti olandesi dalle vesciche gonfie di birra e questi tristi politicanti nostrani? A un osservatore superficiale niente. Ma una cosa c’è. L’odio per la bellezza, un dono che rifiutano perché lo percepiscono come terribilmente pericoloso. Nella loro ignorante protervia capiscono che per imporsi sugli altri devono umiliare e cancellare la bellezza dalla faccia della terra. Hanno un disperato bisogno che il mondo diventi un luogo prevedibile, controllabile, sfruttabile. Possono essere grandi boiardi di stato o penosi cialtroni di provincia, ma condividono con gli ottusi jihadisti la paura che al resto del mondo torni la voglia di vivere nella bellezza, quella della natura, dell’arte, della cultura, l’unica forza capace di spazzarli per sempre fuori dalla Storia.