Eternit-bis: su Schmidheiny deciderà la Consulta
AGGIORNAMENTO: sospeso il processo per omicidio in attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale, delusi i familiari delle vittime
AGGIORNAMENTO: sospeso il processo per omicidio in attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale, delusi i familiari delle vittime
TORINO – 11:35 L’ex titolare della Eternit, Stephan Schmidheiny non può essere processato due volte per gli stessi fatti. Sulla base di questo principio il processo di Torino dove il magnate svizzero è accusato di omicidio volontario per la morte di 258 persone morte tra il 1989 e il 2014 a causa dell’amianto lavorato negli stabilimenti italiani della multinazionale, è stato sospeso in attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale.
La Consulta a cui verranno trasmessi gli atti dovrà esprimersi sulla legittimità costituzionale dell’articolo 649 del Codice di procedura penale lì dove dispone di divieto di sottoporre nuovamente a giudizio un imputato qualora il fatto giuridico contestato sia lo stesso, senza dire nulla però, al contrario di quanto dispone la legislazione europea, qualora il fatto storico contestato, in altre parole il comportamento del soggetto, sia identico.
Delusa Romana Blasotti, che in questi anni ha perso a causa dell’amianto cinque familiari, presente oggi in udienza davanti al gup Federica Bompieri assieme ad alcune decine di altri familiari delle vittime. “Non posso esprimere grande soddisfazione per questa decisione. Si rimanda ancora ma – ha detto Romana Blasotti – le malattie e i morti non rimandano. Di amianto si continua a morire e si verificano 50 casi nuovi ogni anno”. Soddisfatti, invece, i legali di Schmidheiny, Astolfo Di Amato e Claudio Alleva, che vedono accolte in sostanza le loro eccezioni sulla “ne bis in idem”, mentre il pm Raffaele Guariniello sottolinea che questi mesi di sospensione potranno consentire l’inserimento nel processo di un centinaio di nuove morti sopravvenute dopo la richiesta di rinvio a giudizio.
(Fonte Askanews)
Si chiude, così, una serie di udiene preliminari, nei quali le difese hanno sostenuto, con gli avvocati Alleva e Di Amato, che esiste il ne bis in idem, ovvero il fatto che Schmidheiny non può essere processato un seconda volta perché in aula (non lui) c’è già finito per il processo Eternit, mentre i pubblici ministeri Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace hanno ripetutamente contrastato – a suon di sentenze della Cassazione – tale impostazione difensiva. L’ultima udienza verrà iniziata da un brevissimo intervento della difesa, poi la parola passerà al Gup e da allora, quale sarà la sua pronuncia, è prevedibile il tam tam mediatico che si è avuto in tutti gli altri processi per il mal d’amianto.
Da Casale è presente un pullman di Afeva, partito alle 7 del mattino dalla città monferrina.