Sulla sentenza Eternit il gup ha deciso di non decidere
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Redazione Il Piccolo  
24 Luglio 2015
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Sulla sentenza Eternit il gup ha deciso di non decidere

Primi commenti alla decisione del gup di Torino di rimettere alla Consulta la vicenda Eternit. Bruno Pesce (Afeva): "Non capisco le motivazioni del ricorso alla Corte Costituzionale ma, a volte, non tutti i mali vengono per nuocere"

Primi commenti alla decisione del gup di Torino di rimettere alla Consulta la vicenda Eternit. Bruno Pesce (Afeva): "Non capisco le motivazioni del ricorso alla Corte Costituzionale ma, a volte, non tutti i mali vengono per nuocere"

TORINO – Dopo aver toccato tutti i gradi di giustizia adesso la vicenda Eternit (bis) investe l’anello mancante. Il gup del Tribunale di Torino, Federica Bompieri, ha deciso di non decidere. Il magistrato, alle ore 10.50 di venerdì, ha deciso con ordinanza di trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale affinché questa si pronunci sulla questione sollevata dalla difesa di Stephan Schmidheiny in merito al ne bis in idem, principio contenuto nell’articolo 649 del codice di procedura penale.
Esso contiene il vincolo, civilissimo, che una persona non può essere processata due volte, ma la legislazione italiana si riferisce allo stesso fatto giuridico (e in questo caso qualche dubbio ci sarebbe, in Eterni uno il reato era il disastro doloso, in Eternit bis l’omicidio volontario, due fattispecie decisamente differenti), mentre la CEDU – Convenzione europea dei diritti dell’uomo parla di fatto storico. Sarà adesso la Corte Costituzionale, investita del problema dal gup torinese, a dover dipanare la matassa giuridica e dire se il processo si potrà fare o meno. Ma i tempi si allungano perché è lecito aspettarsi almeno un anno prima della pronuncia e dell’eventuale ritorno in aula a Torino. Senza contare che l’udienza preliminare non è il processo ma dispone soltanto il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Commenta Bruno Pesce, coordinatore di Afeva: “Non capisco la ragione di questa decisione ma la rispetto. Tuttavia a volte non tutti i mali vengono per nuocere: in questo lasso di tempo la procura di Torino potrà acquisire altri 94 casi di decessi per esposizione all’amianto, la maggior parte di casalesi. E poi è meglio che questa questione sia stata affrontata subito, piuttosto che si sia trascinata sino all’ultimo grado di giudizio.”
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