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Appello alla Bauli: restate a Villanova almeno fino al 2020
L'amministratore delegato di Bauli ufficializza la decisione del gruppo di trasferire la produzione dello stabilimento Bistefani da Villanova a Verona. Le istituzioni chiedono di restare almeno fino al 2020 e di individuare nuove produzioni per mantenere attivo il sito. Se ne riparla al tavolo regionale. Protestano anche i sindacati in rappresentanza dell'indotto che, per farsi ricevere, "occupano" un silos
L'amministratore delegato di Bauli ufficializza la decisione del gruppo di trasferire la produzione dello stabilimento Bistefani da Villanova a Verona. Le istituzioni chiedono di restare almeno fino al 2020 e di individuare nuove produzioni per mantenere attivo il sito. Se ne riparla al tavolo regionale. Protestano anche i sindacati in rappresentanza dell'indotto che, per farsi ricevere, "occupano" un silos
CASALE MONFERRATO – Se chiusura deve essere, che sia almeno il più tardi possibile. Sembra, al momento, l’unico spiraglio concesso dalla proprietà, il gruppo Bauli, per lo stabilimento Bistefani di Villanova Monferrato. Ieri, durante un incontro che si è svolto in comune a Casale tra l’azienda, i sindaci dei Comuni interessati, i rappresentanti di Regione e Provincia, i parlamentari Fabio Lavagno e Cristina Bargero, l’amministratore delegato Stefano Zancan ha ufficializzato l’intenzione di trasferire l’intera produzione a Verona. Un’ipotesi a cui i casalesi si stanno opponendo con tutte le forze. Non solo le amministrazioni, ma anche – e soprattutto – i cittadini che hanno promosso una raccolta firme, consegnata nelle mani del sindaco Titti Palazzetti.
Le istituzioni stanno tentando la carta della mediazione ed hanno invitato il gruppo a “ripensarci”, mettendo sul piatto della bilancia l’impoverimento del tessuto industriale del territorio, che si va ad aggiungere alla grave situazione occupazionale.
L’amministratore delegato Zancan, però, non si sbottona. Cortesemente, assicura la disponibilità a garantire incentivi significativi per chi accetterà il trasferimento a Verona ed incentivi anche per le aziende locali che vorranno assorbire i lavoratori che rimarranno sul territorio. Sono circa 150 i dipendenti attivi. Chiedono di più i sindacati e le istituzioni: chiedono di impegnarsi a mantenere lo stabilimento attivo, magari con altre produzioni.
La Presidente della Provincia Rita Rossa ha anche ricordato all’Amministratore delegato quei finanziamenti di FinPiemonte ottenuti dalla Bauli con l’impegno di continuare la produzione fino al 2020. Per contro, ora, chiede “la disponibilità ad un tavolo di discussione con la Regione Piemonte”. Finalità del tavolo, su proposta del Vice Presidente Angelo Muzio, sarà verificare la possibilità di assicurare un’attività nello stabilimento di Villanova anche con nuove produzioni, che consenta di affrontare in tempi più diluiti la drammaticità della crisi Bauli.
C’è la disponibilità di Zancan a partecipare al tavolo e l’impegno della Regione ad organizzarlo, già entro la prossima settimana.
Intanto, mentre nell’aula consigliare era in corso la discussione, fuori dalla porta c’erano i sindacati che rappresentano i lavoratori dell’indotto, una trentina di dipendenti, che chiedono di non essere abbandonati. Hanno dovuto salire sulla somma di un silos alto parecchi metri per ottenere un incontro con Zancan, che lo ha concesso nel tardo pomeriggio. “Abbiamo aperto un percorso, se non altro – commenta Fabio Favola di Cgil – Abbiamo raccolto la disponibilità a proseguire il dialogo e a mantenere l’appalto per le pulizie nello stabilimento che, in ogni caso necessiterà di manutenzione”.
Le istituzioni stanno tentando la carta della mediazione ed hanno invitato il gruppo a “ripensarci”, mettendo sul piatto della bilancia l’impoverimento del tessuto industriale del territorio, che si va ad aggiungere alla grave situazione occupazionale.
L’amministratore delegato Zancan, però, non si sbottona. Cortesemente, assicura la disponibilità a garantire incentivi significativi per chi accetterà il trasferimento a Verona ed incentivi anche per le aziende locali che vorranno assorbire i lavoratori che rimarranno sul territorio. Sono circa 150 i dipendenti attivi. Chiedono di più i sindacati e le istituzioni: chiedono di impegnarsi a mantenere lo stabilimento attivo, magari con altre produzioni. La Presidente della Provincia Rita Rossa ha anche ricordato all’Amministratore delegato quei finanziamenti di FinPiemonte ottenuti dalla Bauli con l’impegno di continuare la produzione fino al 2020. Per contro, ora, chiede “la disponibilità ad un tavolo di discussione con la Regione Piemonte”. Finalità del tavolo, su proposta del Vice Presidente Angelo Muzio, sarà verificare la possibilità di assicurare un’attività nello stabilimento di Villanova anche con nuove produzioni, che consenta di affrontare in tempi più diluiti la drammaticità della crisi Bauli.
C’è la disponibilità di Zancan a partecipare al tavolo e l’impegno della Regione ad organizzarlo, già entro la prossima settimana. Intanto, mentre nell’aula consigliare era in corso la discussione, fuori dalla porta c’erano i sindacati che rappresentano i lavoratori dell’indotto, una trentina di dipendenti, che chiedono di non essere abbandonati. Hanno dovuto salire sulla somma di un silos alto parecchi metri per ottenere un incontro con Zancan, che lo ha concesso nel tardo pomeriggio. “Abbiamo aperto un percorso, se non altro – commenta Fabio Favola di Cgil – Abbiamo raccolto la disponibilità a proseguire il dialogo e a mantenere l’appalto per le pulizie nello stabilimento che, in ogni caso necessiterà di manutenzione”.