Omicidio Foglia, ritrovata nel bosco l’arma del delitto
È stata ritrovata l'arma che Giuseppe Sorrentino, lunedì 2 maggio, ha utilizzato per colpire a morte il tecnico novese Andrea Foglia, 37 anni. Secondo i rilievi dei carabinieri, che hanno perlustrato attentamente tutta l'area boschiva nei pressi di Gabiano, dove il cadavere di Foglia è stato abbandonato, si tratta di un bastone
È stata ritrovata l'arma che Giuseppe Sorrentino, lunedì 2 maggio, ha utilizzato per colpire a morte il tecnico novese Andrea Foglia, 37 anni. Secondo i rilievi dei carabinieri, che hanno perlustrato attentamente tutta l'area boschiva nei pressi di Gabiano, dove il cadavere di Foglia è stato abbandonato, si tratta di un bastone
GABIANO – È stata ritrovata l’arma che Giuseppe Sorrentino, lunedì 2 maggio, ha utilizzato per colpire a morte il tecnico novese Andrea Foglia, 37 anni. Secondo i rilievi dei carabinieri, che hanno perlustrato attentamente tutta l’area boschiva nei pressi di Gabiano, dove il cadavere di Foglia è stato abbandonato, si tratta di un bastone. Era nascosto tra la fitta vegetazione, ma gli inquirenti non avrebbero dubbi perché vi sono state rinvenute evidenti tracce di sangue.
Nel frattempo familiari e amici attendono il nulla osta per le esequie di Andrea. L’ultima foto sul suo profilo di Facebook Andrea Foglia l’ha caricata pochi giorni fa: è insieme al suo “amore”, un cagnolino che da poco era entrato nella sua famiglia. Andrea qualche anno fa era andato a vivere da solo nei pressi di via Ovada, per rimanere vicino al quartiere G 3, dove i Foglia era arrivati nei primi anni Ottanta.
La sua famiglia, la mamma Mariella e il fratello Francesco, il suo cane, sono rimasti ad aspettarlo nel piccolo condominio di via Toscanini, una stradina ritorta tra il Bennet e la collina. Suo padre Rino era mancato sette mesi fa e ora anche Andrea non tornerà più, colpito a morte e abbandonato in un fosso. Ucciso per 7.452 euro e 60 centesimi.
Le sue passioni, quelle di tanti, quelle della gente normale: lo sport innanzitutto. La sua squadra del cuore, il Napoli, e il suo sport preferito, il basket. Le sue foto ci raccontano una vita normale, una birra con gli amici, la festa di compleanno, la gita. Una vita normale di un ragazzo che da 12 anni lavorava nella stessa ditta, dove tutti sono sgomenti al pensiero che non tornerà più.