Sant’Anna diventa clinica psichiatrica. E i dipendenti?
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Sant’Anna diventa clinica psichiatrica. E i dipendenti?

Hanno scioperato ieri, per l'intera giornata, i dipendenti della clinica Sant'Anna alla vigilia della “riconversione” che trasformerà la struttura privata, dove si eseguivano esami di laboratorio e ricoveri di lungodegenza, in una clinica con posti per psichiatria e continuità assistenziale a valenza sanitaria. Per i lavoratori si prospetta uno stop di tre mesi, senza stipendio, e un rientro part time

Hanno scioperato ieri, per l'intera giornata, i dipendenti della clinica Sant'Anna alla vigilia della ?riconversione? che trasformerà la struttura privata, dove si eseguivano esami di laboratorio e ricoveri di lungodegenza, in una clinica con posti per psichiatria e continuità assistenziale a valenza sanitaria. Per i lavoratori si prospetta uno stop di tre mesi, senza stipendio, e un rientro part time

CASALE MONFERRATO – Hanno scioperato ieri, per l’intera giornata, i dipendenti della clinica Sant’Anna alla vigilia della “riconversione” che trasformerà la struttura privata, dove si eseguivano esami di laboratorio e ricoveri di lungodegenza, in convenzione con l’Asl, in una clinica con posti per psichiatria e continuità assistenziale a valenza sanitaria.
Prima del cambio di attività, la clinica si fermerà per tre mesi, da agosto ad ottobre, per riaprire a novembre con la nuova funzione.
Ieri i 53 dipendenti, insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, hanno incrociato le braccia ed hanno presidiato davanti alla struttura. Per tre di loro, infatti, pare certa la via del licenziamento in quanto le loro figure professionali non sarebbero più richieste. Per gli altri 50 si prospetta un ritorno ma con orario dimezzato, da full time a part time.
“E’ una perdita per tutta la città – spiega il sindacalista Giancarlo Moduzzi, Spi Uil – perchè il Sant’Anna era una struttura d’eccellenza e il suo utilizzo contribuiva ad abbassare i tempi di attesa per visite ed esami. E’ ancora più difficile per i dipendenti che hanno già affrontato sei mesi di cassa integrazione”. Il sindacato ha chiesto un incontro con la proprietà che è stato fissato per lunedì prossimo, 18 luglio.
L’intenzione è quella di trovare un punto di incontro: da una parte l’azienda propone un riassorbimento con contratto part time a partire dal mese di novembre e la restituzione di un monte ore “a credito” verso i dipendenti.
“E’ impensabile che i lavoratori stiano tre mesi senza percepire stipendio, per essere riassunti dal mese di novembre. Abbiamo chiesto l’anticipo della cassa integrazione”. Resta anche da chiarire con quali mansioni saranno riassorbiti i lavoratori, visto il cambio di attività. “Non sappiamo quale sia il piano industriale e quali garanzie possono essere date”. La struttura riconvertita dovrebbe ospitare 72 pazienti con problemi psichiatrici e la questione delle mansioni non è indifferente.
Per salvare la clinica ed evitare la riconversione, l’ex sindaco di Casale Giorgio Demezzi aveva anche promosso una raccolta firme. Dagli incontri in Regione era poi emerso che la sanità regionale non aveva intenzione di proseguire la convenzione nei termini precedenti e, in accordo con l’amministrazione, era stata fatta la scelta di privilegiare il mantenimento di presidi nell’ospedale pubblico.
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