Ricerca, sanità, Ateneo e mesotelioma: Alessandria protagonista
Venerdì il Disit dell'Università del Piemonte Orientale ospita la 'Giornata scientifica' dell'azienda ospedaliera per testimoniare che l'integrazione fra didattica, ricerca e cura è non solo possibile, bensì obbligata per un territorio che vuole crescere'. Di scena il 'progetto mesotelioma', approvato a finanziato
Venerdì il Disit dell'Università del Piemonte Orientale ospita la 'Giornata scientifica' dell'azienda ospedaliera per testimoniare che l'integrazione fra didattica, ricerca e cura è non solo possibile, bensì obbligata per un territorio che vuole crescere'. Di scena il 'progetto mesotelioma', approvato a finanziato
UNIVERSITA’ – Arriva la Giornata scientifica dell’azienda ospedaliera. Non solo un appuntamento di rilievo, ma tutto interno alla realtà sanitaria. Al contrario, è la testimonianza fisica che l’integrazione fra didattica, ricerca e cura è non solo possibile, bensì obbligata per un territorio che vuole crescere. L’appuntamento è per domani, venerdì, per l’intera giornata (apertura alle 8.45), nell’aula magna del Disit, il Dipartimento di Scienze e Innovazione tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale di viale Michel 11 ad Alessandria. I lavori della giornata intitolata “Condividere la conoscenza per migliorare la salute” saranno aperti da Giovanna Baraldi, Cesare Emanuel, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale (Upo), Leonardo Marchese e da Giorgio Bellomo, presidente della Scuola di Medicina dell’Upo.
La ricerca è la nuova frontiera di sviluppo. L’azienda ospedaliera con i 283 studi autorizzati fra il 2011 e il 2015, l’Università del Piemonte Orientale con il Disit e il nuovo corso di laurea magistrale in Biologia che partirà con il prossimo anno accademico, la ventina di progetti avviati tra i ricercatori dell’Ateneo e i professionisti dell’azienda ospedaliera, sono i perni di un sistema che apre scenari inediti di opportunità per il mondo delle imprese per le attività di ricerca.
E proprio domani verrà presentato il ‘progetto mesotelioma’, definitivamente approvato e finanziato. Lo ‘Sviluppo preclinico e clinico di nuove terapie per il mesotelioma guidate da valutazioni molecolari’, capofila l’azienda ospedaliera con Federica Grosso, ha l’obiettivo di “identificare nuovi farmaci e combinazioni di farmaci utilizzando una grande varietà di modelli sperimentali preclinici col fine ultimo di realizzare una sperimentazione clinica su strati di popolazione caratterizzati dal punto di vista genetico che renda massima la probabilità di successo poiché guidata da una caratterizzazione biologica e farmacologica”. Alla giornata scientifica partecipano Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, e Dino Amadori, direttore scientifico dell’Irst di Meldola. Il primo definisce il progetto “molto articolato, che parte da studi clinici per trovare terapie oggi inesistenti: abbiamo davvero un grande bisogno di ricerca. Speriamo che questo progetto possa rappresentare un passo in avanti in un tumore fino ad oggi poco studiato”. Dino Amadori spiega così uno degli aspetti innovativi che punta su una terapia personalizzata: “È previsto un trattamento caso per caso, basato sulle caratteristiche genetiche del mesotelioma in ogni singolo soggetto. A seconda della alterazione genica eventualmente individuata sarà somministrato al paziente un farmaco specificamente mirato sulla suddetta alterazione. Questo criterio terapeutico caratterizza la medicina di precisione”. Tutto questo avviene sulla base di una quella collaborazione che rappresenta la chiave di volta, forse scontata, ma ben poco praticata, per uno sviluppo declinato su più fronti: universitario, ospedaliero, imprenditoriale. Inoltre i progetti di ricerca, a partire da quello sul mesotelioma, puntano a superare i confini nazionali. “Durante la Giornata scientifica – annuncia Giovanna Baraldi, direttore generale dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ – verrà illustrata l’apertura di un network internazionale con l’obiettivo di creare una rete scientifica attraverso la quale trasformare la tragedia dell’amianto e del mesotelioma in opportunità concreta di cura e di salvezza per i pazienti”.
servizio del paziente.
La sessione pomeridiana sarà poi dedicata alla rendicontazione scientifica annuale da parte di Antonio Maconi, responsabile della Struttura Formazione, Promozione Scientifica dell’azienda ospedaliera, con uno spaccato sulle attività organizzativo-amministrative da parte del direttore amministrativo dell’azienda, Francesco Arena. Quindi toccherà ai ricercatori del Disit che illustreranno in ‘180 secondi’ le principali attività realizzate nel 2016 e riassunte in una quarantina di presentazioni.
Antonio Maconi parla di “grande soddisfazione per il raggiungimento di un risultato storico” rispetto al progetto mesotelioma e di come il mettere in comune “spazi e risorse umane e finanziarie” sia la testimonianza concreta di quali obiettivi si possono raggiungere “condividendo metodi, percorsi e procedure”. Roberto Barbato, presidente del corso di laurea in Biologia e delegato del Rettore per la ricerca, precisa che nella nuova revisione del corso di laurea magistrale già preparata e in via di approvazione, alcuni insegnamenti “che caratterizzano e definiscono il profilo biomedico, verranno assegnati a personale dell’azienda. Su questa base – aggiunge Barbato – si prevede un aumento del numero di studenti che potranno svolgere la tesi di laurea in ambito ospedaliero che naturalmente avrà come ricaduta fondamentale il rafforzamento e l’ampliamento delle collaborazioni scientifiche”.
