Povera lingua italiana. Tutta colpa della scuola?
Claudio Marazzini, docente dell'Università del Piemonte Orientale e presidente dell'Accademia della Crusca, commenta la lettera aperta 'Contro il declino dell'italiano a scuola'. Troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente
Claudio Marazzini, docente dell'Università del Piemonte Orientale e presidente dell'Accademia della Crusca, commenta la lettera aperta 'Contro il declino dell'italiano a scuola'. ?Troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente?
SOCIETA’ – Ormai è un tracollo. A ogni livello. I fondamentali della lingua italiana appaiono ormai come un patrimonio di pochi, mentre i più, soprattutto a livello universitario, utilizzano un linguaggio che ignora in modo macroscopico i fondamentali. “Fra qual è scritto con l’apostrofo, accenti sbagliati e sintassi zoppicanti, gli errori si moltiplicano senza fine”. Claudio Marazzini, già presidente del corso di laurea in Lettere e membri del primo Senato Accademico integrato dell’Università del Piemonte Orientale (Upo) dove è coordinatore dei Dottorati “Tradizioni linguistico-letterarie nell’Italia antica e moderna” e “Linguaggi, storia e istituzioni”, dal maggio 2014 è presidente dell’Accademia della Crusca di cui fanno parte alcuni docenti che hanno sottoscritto la lettera aperta, firmata da circa seicento fra accademici, linguisti, storici, filosofi, matematici, costituzionalisti e inviata al governo. Il titolo è sufficiente: “Contro il declino dell’italiano a scuola”. Il contenuto è allarmante perché mette nero su bianco quello che alcuni Atenei sono costretti a fare, ovvero “attivare corsi di recupero della lingua italiana”. In una fase storica in cui le Università, compresa quella del Piemonte Orientale, sono chiamate a concentrare risorse e sforzi progettuali sulla didattica, suona strano che siano costrette a occuparsi dei fondamentali della lingua italiana. Eppure, come si legge sulla lettera aperta, appare chiaro che “ormai da molti anni alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare.
