Sanità a Casale, balletto di accuse
Scontro aperto tra il sindaco, Titti Palazzetti, e la minoranza. La delusione del primo cittadino dopo l'incontro in Regione, le accuse dei consiglieri di Fratelli dItalia - Alleanza Nazionale e Lega Nord
Scontro aperto tra il sindaco, Titti Palazzetti, e la minoranza. La delusione del primo cittadino dopo l'incontro in Regione, le accuse dei consiglieri di Fratelli dItalia - Alleanza Nazionale e Lega Nord
CASALE MONFERRATO – Di sanità si parla solo in chiave politica. Niente questioni mediche o ospedaliere. Solo un duro batti e ribatti fra maggioranza e opposizione. Succede a Casale Monferrato dove dopo l’incontro del Comitato dei sindaci con l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, è stato il primo cittadino, Titti Palazzetti, a parlare di “delusione”. Lo spiega lei stessa con queste parole: “Abbiamo fatto richieste concrete sui problemi reali dell’ospedale Santo Spirito: liste d’attesa, organizzazione carente del personale medico, infermieristico, amministrativo e dei posti letto. Inoltre c’è anche il mancato acquisto della Tac,atteso da anni. La cortesia e la disponibilità dell’assessore non ci bastano più, le risposte che attendavamo non sono arrivate. Riproporremo le stesse questioni al presidente Chiamparino”. Con Titti Palazzetti, hanno partecipato i parlamentari Cristina Bargero e Fabio Lavagno; il presidente dell’Associazione Comuni del Monferrato, Fabio Olivero; la presidente del Comitato dei Sindaci distretto di Casale Monferrato, Paola Luparia; il consigliere regionale Domenico Ravetti, e il sindaco di Sala Monferrato, Claudio Saletta.
Passano alcune ore e arriva il primo attacco da parte del gruppo consiliare Fratelli d’Italia, Alleanza Nazionale e del gruppo Lega Nord. “Sugli aspetti della sanità casalese sono anni ormai che lottiamo contro le scellerate scelte della Regione a guida Chiamparino, e solamente ora il sindaco e tutto il Pd casalese si accorgono di quanto fatto dai loro responsabili? D’altronde – si legge su una nota congiunta – quando il centro destra unito sotto la bandiera del ‘Presidio Sanità’, portò alcune centinaia di persone davanti all’ingresso del nostro nosocomio nessuno degli stessi che ora si battono per la nostra sanità era presente. Non erano presenti il sindaco o un suo delegato, non erano presenti gli onorevoli, non erano presenti i sindaci menzionati all’incontro che sbandieravano un futuro di risultati miracolosi nelle ‘sedi opportune’”.
Puntale la replica di Palazzetti. “Capisco che ai consiglieri Demezzi, Capra e Riboldi sia caro il concetto di ‘Giunte Amiche’. Così è stato quando alla guida della Regione Piemonte c’era il presidente Cota che in soli quattro anni è riuscito a fare scempio del sistema dei trasporti e di quello sanitario. In quegli anni, mentre l’ospedale veniva sempre più depauperato, non ho sentito gli strali dell’attuale minoranza. Voglio ricordare – prosegue – che mentre loro promuovevano fiaccolate questa amministrazione, confrontandosi nel silenzio con Regione e direzione dell’Asl è riuscita ad ottenere per l’ospedale di Casale Monferrato l’assegnazione di sei primari in settori vacanti da anni, il mantenimento e la messa a norma dell’Ufa (Centro per la preparazione dei farmaci antitumorali), il potenziamento del personale medico in vari settori e sta perorando l’assoluta necessità di rendere più funzionale il Cupe di attrezzare al più presto il punto nascite come previsto dalle normative, un aspetto sul quale fino ad ora nessuno della minoranza si è speso, forse perché riguarda le donne? Comunque non guardiamo al passato: c’è una battaglia da combattere insieme in cui i beneficiari non siamo noi esponenti politici ma il territorio e i cittadini. Questa battaglia la si vuole combattere uniti oppure si preferisce la mera speculazione politica”?
Il rimpallo non finisce. Anzi. Sempre i consiglieri di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale e Lega Nord replicano a loro volta dicendo che anche loro hanno “fortemente criticato e contestato le decisioni di quell’amministrazione regionale (Cota. ndr) ammettendo pubblicamente che erano errate, e possono testimoniarlo lo stesso ex governatore e i suoi collaboratori con cui in più di un’occasione siamo arrivati allo scontro su questi temi”. Poi parlano di “tante legislature regionali di centro sinistra che hanno a poco a poco impoverito sia i servizi ospedalieri che i trasporti in favore di altre realtà (in realtà dal 1995 al 2005 in Piemonte ha governato il centrodestra con Enzo Ghigo, poi il centrosinistra con Mercedes Bresso dal 2005 al 2010 e ancora il centrodestra con Roberto Cota dal 2010 al 2014, ndr)”. Quindi l’accusa politica con “il tentativo disperato di trasformare la questione in un bagarre sessista sostenendo che il punto nascite non era stato mai affrontato perché riguarda le donne, e su questo aspetto ci aspettiamo pubbliche scuse. In ogni caso, se realmente non vuole farne una battaglia politica diretta da ordini di partiti e interessi ultraterritoriali noi siamo disponibilissimi al dialogo e ad accoglierla a braccia aperte iniziando ad esempio dall’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno sulla abolizione della Dgr 1-600 di prossima discussione in Consiglio comunale”.
