La ‘cassa’ cala nell’arco del trimestre, ma risale in un mese solo
Il periodico rapporto della Uil evidenzia un calo, anche in provincia di Alessandria, fra gennaio e marzo. Però il dato territoriale è subito tornato a salire
Il periodico rapporto della Uil evidenzia un calo, anche in provincia di Alessandria, fra gennaio e marzo. Però il dato territoriale è subito tornato a salire
ECONOMIA E LAVORO – A distanza di un giorno dalla presentazione dell’indagine congiunturale trimestrale di Confindustria Alessandria, arriva il periodico rapporto della Uil nazionale sulla cassa integrazione. Ed entrambi su un punto concordano in pieno: la diminuzione della richiesta di ore di cassa integrazione. Gli industriali parlano di una “previsione molto bassa, e in diminuzione, di ricorso all’ammortizzatore sociale”, mentre la Uil, nel confronto tra i mesi di febbraio e marzo evidenzia un calo che in Piemonte si è attestato sul 57 per cento. Ma come sempre i dati vanno letti e analizzati e anche in questo caso emerge un andamento molto diverso fra le aree territoriali. Nel confronto tra il primo trimestre del 2017 e quello dell’anno scorso, l’andamento delle ore nelle province piemontesi ha visto Asti al primo posto per crescita e Alessandria che, insieme a Torino, ha registrato il calo maggiore. Il quadro provinciale apre con Asti +107,8 per cento, Biella +40,7 per cento, Vercelli +2,6 per cento, seguono i segni ‘meno’ di Verbania -2,3 per cento, Cuneo -14,5 per cento, Novara -15,8 per cento, Alessandria -31,2 per cento e infine Torino -69,6 per cento. Globalmente in Piemonte la richiesta è stata di 14.665.583 ore (-8 per cento ordinaria, -65,6 per cento straordinaria, -40,8 per cento deroga). Questo è stato invece l’andamento in provincia di Alessandria, dove se il dato relativo al primo trimestre ha registrato una significativa diminuzione, dal confronto tra febbraio e marzo emerge invece una risalita delle ore autorizzate di cassa integrazione. Quella ordinaria è stata di 24.122 ore a febbraio e 66.110 a marzo, la straordinaria di 136.761 e 420.305 e quella in deroga 29.571 a febbraio e 17.338 a marzo. L’aumento delle prime due e il calo della terza portano l’incremento a +164.5 per cento, benché il saldo trimestrale sia negativo. Poi va sempre ricordato che il mese di gennaio registra dati in assestamento e non rispecchia del tutto l’andamento reale dell’economia e delle richieste di ore.
