Il grano alessandrino guarda a Barilla
Viaggio organizzato dalla Cia nel cuore dello stabilimento di Parma per capire quali sono le opportunità sul fronte industriale per i grani e i cereali prodotti in provincia di Alessandria come spiega Gian Piero Ameglio, presidente provinciale
Viaggio organizzato dalla Cia nel cuore dello stabilimento di Parma per capire ?quali sono le opportunità sul fronte industriale per i grani e i cereali prodotti in provincia di Alessandria? come spiega Gian Piero Ameglio, presidente provinciale
ECONOMIA E LAVORO – Spazi verdi, giardini curati benissimo con piccoli robot tagliaerba che si muovono silenziosi fra le sculture e le opere d’arte che accolgono il visitatore lungo il percorso che porta dall’ingresso dello stabilimento all’edificio in cui è allestita una sala dove, in mezzo alla testimonianza visiva della storia di una impresa iniziata nel 1877, è stata realizzata un’area accoglienza dotata di tutte le tecnologie e di un angolo bar. È qui che viene accolto il gruppo di quasi trenta persone che la Cia (Confederazione italiana agricoltori) ha organizzato per prendere un primo contatto con la Barilla. Un viaggio nella storia del gusto italiano, e di quel Made in Italy tanto amato e anche così tanto copiato, per capire “quali sono le opportunità sul fronte industriale per i grani e i cereali prodotti in provincia di Alessandria”. Gian Piero Ameglio, presidente provinciale della Cia, lo dice prima della visita alla Barilla di Parma e lo ripete alla fine. “Adesso bisogna ragionare sul cosa fare entro settembre, in vista delle nuove semine” commenta. Sì, perché uno spazio di mercato potenziale per i produttori della provincia di Alessandria sembra esistere.

