Paga auto e benzina con assegno smarrito, condannato dal tribunale
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Paga auto e benzina con assegno smarrito, condannato dal tribunale

Condannato per aver pagato un'auto e la benzina con trovato e risultato rubato. Per la difesa non c'era l'intento di truffare

Condannato per aver pagato un'auto e la benzina con trovato e risultato rubato. Per la difesa non c'era l'intento di truffare

CRONACA – Il pubblico ministero chiedeva 3 anni e 9 mesi di carcere. Il tribunale ha abbassato la pena a 2 anni e 8 mesi per truffa e ricettazione. Nei guai è finito Marcello Mazza, di Casale Monferrato, il quale acquistò un’auto e il carburante pagandoli con un assegno risultato poi rubato.
La vicenda risale al 2012, anche se l’acquisto avvenne nel 2013.
Mazza, assistito dall’avvocato Giuseppe Lanzavecchia, in aula aveva sostenuto che lui, quell’assegno, lo aveva trovato e non poteva sapere che ne era stato denunciato lo smarrimento.
Con l’assegno tentò infatti di pagare un’auto usata, acquistata dopo aver letto un annuncio on line. Contattato telefonicamente i venditore, i due si incontrano presso gli uffici Aci per il passaggio di proprietà. Il pagamento di 5.600 euro avviene tramite assegno. Quando va ad incassarlo, il venditore scopre però che era stata fatta denuncia di smarrimento. Prova a ricontattare il Mazza, che aveva lasciato il numero di telefono e il numero di carta di identità, ma al telefono risponde un’altra voce, che spiega come Mazza si trovasse ricoverato in ospedale a seguito di un incidente.
A provare ad incassare un altro assegno fu anche un benzinaio.
Secondo l’avvocato di difesa, Mazza non aveva alcuna intenzione di raggirare il venditore e il benzinaio, tanto che lasciò regolare numero di telefono e documento e, al primo appuntamento, andò accompagnato da un parente e dal figlio. Il giudice ha comunque ritenuto di condannare l’imputato, che si trova già in carcere.
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