Eternit-bis, Familiari delle Vittime: “Lo spacchettamento dei processi non ci spaventa”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
16 Dicembre 2017
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Eternit-bis, Familiari delle Vittime: “Lo spacchettamento dei processi non ci spaventa”

L’Associazione Familiari Vittime Amianto ha diramato un comunicato agli organi di stampa per commentare la decisione della Corte di Cassazione sull'inammissibilità del ricorso contro lo spacchettamento dei processi

L?Associazione Familiari Vittime Amianto ha diramato un comunicato agli organi di stampa per commentare la decisione della Corte di Cassazione sull'inammissibilità del ricorso contro lo spacchettamento dei processi

CASALE MONFERRATO – Giovedì 14, nell’ambito del procedimento cd. ‘Eternit Bis’, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro lo spacchettamento dei processi per la morte di 258 persone a causa dell’amianto. I processi rimangono quindi incardinati a Torino, Vercelli, Napoli e Reggio Emilia. Confermato anche il “declassamento” dell’accusa da omicidio doloso in omicidio colposo. In relazione alla decisione assunta dalla Cassazione, l’Associazione Familiari Vittime Amianto di Casale Monferrato e Cavagnolo ha diramato un comunicato agli organi di stampa dichiarando quanto segue:

Solo la lettura della sentenza ci consentirà di sapere se la Corte di Cassazione, dopo avere demolito nel 2014 il più grande processo penale per disastro ambientale nella storia d’Italia, abbia adesso accolto le inaudite tesi del GUP di Torino sull’assenza di dolo da parte di Stephan Schmidheiny. Sarebbe, in tutta franchezza, davvero troppo.
Meglio pensare, per il rispetto che si deve alle istituzioni (persino a quelle che già in passato hanno riservato clamorose delusioni), che il giudizio di inammissibilità sia dovuto a questioni processuali e formali.
Se le motivazioni non sono ancora note, il risultato invece è certo: il procedimento Eternit-bis è stato definitivamente spacchettato in quattro diverse Procure. Un esito che avremmo voluto sicuramente evitare, perché ci priva della possibilità di procedere compatti in un unico fronte, insieme a una Procura che già conosce a fondo il caso, ma che non ci deve spaventare.
La nostra guerra non è persa, tutt’altro: sono solo aumentati i campi di battaglia. Il nostro impegno è volto a far sì che quei casi, oggi separati, siano un domani riuniti da un comune esito finale: la condanna di Stephan Schmidheiny. 

AFeVA – Casale Monferrato

 
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