Ilaria è la prima “studentessa-lavoratrice” alla Solvay: 3 giorni a scuola, 3 in azienda (con contratto)
E' lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo insieme allIstituto Tecnico Industriale Ascanio Sobrero di Casale Monferrato ad aver sperimentato per primo il progetto di "apprendistato duale". Ilaria Mercadante è la studentessa che è stata "assunta" per trasformare una parte di studio in pratica, lavorando in azienda. Una pratica che unisce il mondo dell'istruzione con quello delle imprese su cui ha puntato e continua a farlo la Regione Piemonte
E' lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo insieme all?Istituto Tecnico Industriale ?Ascanio Sobrero? di Casale Monferrato ad aver sperimentato per primo il progetto di "apprendistato duale". Ilaria Mercadante è la studentessa che è stata "assunta" per trasformare una parte di studio in pratica, lavorando in azienda. Una pratica che unisce il mondo dell'istruzione con quello delle imprese su cui ha puntato e continua a farlo la Regione Piemonte
ALESSANDRIA – “Fin da bambina passavo in macchina davanti alla Solvay e credevo fosse New York, con questi grattacieli, sempre illuminata”. Questa era l’immagine dello stabilimento di Spinetta Marengo per Ilaria Mercadante, spinettese, che oggi che è più grande in questa fabbrica ci lavora, sebbene sia ancora una studentessa dell’ultimo anno dell’Istituto Tecnico Industriale “Ascanio Sobrero” di Casale Monferrato. Ilaria è infatti il primo esempio sul territorio della provincia di “studentessa-lavoratrice” grazie alla sperimentazione del progetto di “apprendistato duale”, molto sviluppato in altri paesi come Francia e Germania e molto diverso da come si intende in Italia l’apprendistato.
Ilaria che è nell’anno del diploma divide il suo percorso di studio tra scuola e lavoro, regolato da un contratto a tutti gli effetti. 3 ore in classe insieme ai compagni e 3 ore in azienda seguita da un tutor che oltre alla parte teorica le permette di “mettere in pratica” e di vedere nella realtà alcuni processi. Il suo primo mese, ottobre, lo ha trascorso nel Laboratorio Fluidi (tutor Silvia Rossi): “una opportunità che i miei compagni non hanno perché oltre ad apprendere tecniche analitiche complesse come quella della risonanza magnetica che stiamo studiando, io ho la possibilità di vederla applicata, in modo pratico, cosa che non è possibile in un laboratorio scolastico”.

Lo sguardo rivolto alle nuove generazioni, alla loro formazione ma anche al loro futuro è uno degli aspetti che “contraddistingue il polo di Spinetta e che fa parte del DNA della Solvay” come ha rimarcato il direttore dello stabilimento alessandrino, Andrea Diotto. Sottolineando il continuo investimento dell’azienda “non solo nei nostri prodotti, nel modo di lavorare, ma anche nella innovazione nell’Education, come dimostra questo progetto che non è mai stato sperimentato prima in nessuna altra realtà locale”. Perchè “la risorsa umana è l’asset fondamentale. Il rapporto con la scuola è alla base di quel percorso di formazione di persone, di lavoratori di qualità. Di cui si ha sempre più bisogno” sono state le parole (in collegamento video) di Marco Colatarci dal sito Solvay di Bollate.

A sostenere il progetto e Ilaria in primis erano presenti tutti i soggetti in qualche modo coinvolti in questa sperimentazione, oltre all’azienda e alla scuola Sobrero di Casale Monferrato, anche Regione, Comune di Alessandria, Confindustria, Centro per l’Impiego, Federchimica, Proplast, il Provveditorato agli Studi, l’Ispettorato del Lavoro e le rappresentanze sindacali.
