C’erano oltre mille piante di marijuana in una cascina del Monferrato
Il raccolto avrebbe fruttato circa tre milioni di euro. L'albanese arrestato aveva attrezzato una vecchia cascina come una vera e propria serra industriale, deciso a fare grossi affari. Ma la polizia era già sulle sue tracce
Il raccolto avrebbe fruttato circa tre milioni di euro. L'albanese arrestato aveva attrezzato una vecchia cascina come una vera e propria serra industriale, deciso a fare grossi affari. Ma la polizia era già sulle sue tracce
BALZOLA – In una cascina apparentemente abbandonata era stata realizzata una serra indoor per la coltivazione di piante di marijuana, con il chiaro intento di farne un’attività lucrativa. La polizia di Casale aveva già avuto qualche informazione circa l’intenzione di un albanese di 25 anni (domiciliato ad Alessandria ma clandestino) di avviare l’attività illegale. Così già da agosto sono iniziati i pedinamenti e gli appostamenti nella zona Case Sparse. Gli investigatori avevano scoperto che la cascina era stata letteralmente blindata: porte e finestre sprangate e rinforzate dall’interno. La presenza di ventilatori industriali non erano utilizzati certoperl’afa, ma per le sue piantine redditizie. Le cisterne d’acqua si aggiungevano ai già molti indizi, per cui nelle scorse settimane, nell’ambito di un servizio di appostamento, si decideva di procedere alla perquisizione della cascina.
In tale frangente l’uomo ha tentato la fuga ma è stato raggiunto dopo un breve inseguimento. All’interno c’erano 953 piante in fiore dell’altezza di circa 150 e 871 piantine di altezza di circa 20 e 150 germogli, oltre a 120 lampade ed un sistema di ventilazione e di irrigazione di tipo industriale.
L’uomo è stato quindi arrestato. La coltivazione avrebbe fruttato un raccolto di circa 400 chili di prodotto finito che, rivenduto al dettaglio, avrebbe consentito di ricavare un profitto di oltre 3.000.000 di euro
Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di rilevare che era stato effettuato un allaccio abusivo alla rete elettrica con consumi stimati di circa 500 euro al giorno con un danno complessivo all’Enel sui 45.000 euro.
Foto di repertorio