Morirono prigionieri dopo 'La Scelta Giusta', ora gli Imi sono a casa
Oggi a Casale la tumulazione di Francesco Chialone, Flavio De Vecchi, Mario Ferrando, Giuseppe Patrucco, Giuseppe Peretti e Placido Zanasso nel Famedio del cimitero
CASALE – Questa mattina a Casale è stato ufficialmente intitolato il piazzale del cimitero agli “Internati Militari Italiani (Imi) del Monferrato”. Alla cerimonia ha preso parte un numeroso pubblico, con almeno una quindicina di sindaci del territorio in fascia tricolore e tanti tra gonfaloni, stendardi e divise delle associazioni.
L’intitolazione chiude idealmente il cerchio di un percorso che, lo scorso novembre, aveva portato all’inaugurazione del famedio dedicato proprio agli Imi monferrini, all’interno del cimitero.
Morirono prigionieri dopo 'La Scelta Giusta', ora gli Imi sono a casa
Oggi a Casale la tumulazione di Francesco Chialone, Flavio De Vecchi, Mario Ferrando, Giuseppe Patrucco, Giuseppe Peretti e Placido Zanasso nel Famedio del cimitero
A introdurre la cerimonia le parole del sindaco Federico Riboldi: «Ricordare gli Imi significa ricordare la forza di chi ha avuto modo di scegliere la prigionia, gli ideali e la patria. Il loro è un valido esempio ancora oggi: se un domani ci si ritrovasse davanti a una simile scelta che si possa ancora scegliere la liberà della nazione».
Dopo di lui Andrea Desana, presidente dell’associazione Li riporteremo a casa in Monferrato, vero deus ex machina del percorso di celebrazione degli Imi monferrini (suo padre, il senatore Paolo, fu uno di loro): «La nostra associazione si scioglierà a fine anno, perchè ha ottenuto tutti gli scopi sociali. Confluiremo nell’Anrp (Associazione Nazionale Reduci della Prigionia), di cui fonderemo la sede piemontese, con sede a Casale. Quella degli internati è stata chiamata Resistenza senz’armi, spero che nei libri la si possa chiamare, un giorno, semplicemente Resistenza».
«Affidiamo alla memoria collettiva uomini che hanno rifiutato di tradire la loro patria – ha spiegato l’onorevole Enzo Amich – Siamo chiamati a onorare il loro sacrificio nella vita quotidiana»
Storico e giornalista, è stato Andrea Parodi a tenere l’orazione ufficiale. Dopo una celebrazione della figura di Paolo Desana, e un ringraziamento al figlio Andrea, si sono ripercorse le tappe che hanno portato alla giornata odierna, una riscoperta di un fenomeno, quello dei militari italiani prigionieri della Germania per non aver accettato di aderire alla collaborazionista e fascista Rsi, dai numeri rilevantissimi, un destino scelto da 650mila italiani, 50mila dei quali, ma si tratta solo di stime, trovarono la morte proprio in prigionia.
«Ci sono famiglie nel Casalese che non sanno che un loro congiunto è stato un imi, manca ancora questa piena consapevolezza – ha spiegato Parodi – eppure tra 8 e 9 settembre di 80 anni fa per questi uomini cambiava la vita: per molti fu la prima scelta libera dopo essere cresciuti nel fascismo».
Dopo lo svelamento della targa, è stata la benedizione di don Giuseppe Cesana a chiudere la mattinata: «Fare memoria per ricordare il passato significa armare il presente per costruire in modo stabile il futuro».