Come le mani umide nella farina: domani lo spettacolo al Parco del Po
L'iniziativa di Medea, Donne Insieme, Mamme in cerchio, Anpi, Cgil, Legambiente, Coop, Masci e Agesci
CASALE – Domani, sabato 9 marzo, andrà in scena alle 17 nella sala sede Parco del Po lo spettacolo ‘Come le mani umide nella farina. Letture e pensieri di donne contro la guerra’: un’iniziativa organizzata da Medea, Donne Insieme, Mamme in cerchio, Anpi, Cgil, Legambiente, Coop, Masci e Agesci con il patrocinio della città di Casale Monferrato per celebrare la Giornata internazionale dei diritti delle donne.
Dicono gli organizzatori: «La celebrazione di questa data mantiene ancora oggi un significato importante perché ci ricorda che la parità tra uomini e donne sul piano dell’uguaglianza, dei diritti sociali e delle libertà non è ancora raggiunta e che occorre intensificare il nostro impegno per combattere la violenza ed ogni forma di sfruttamento ed asservimento che vengono praticate contro le donne.
La lotta di emancipazione e liberazione della donna è una storia lunga e travagliata, che trae origini dalla sua condizione sociale. È una storia contrassegnata da sofferenze, lotte, conquiste economiche, sociali e civili, vittorie e sconfitte. È una lotta che nella Resistenza, combattuta in Italia contro i nazi-fascisti, trova una spinta fondamentale, che si tradurrà in molte conquiste e che sarà l’inizio di una vera e propria rivoluzione personale, che porterà a scrollarsi di dosso il controllo di padri, mariti e fratelli.
Sappiamo però che le conquiste possono non essere per sempre e che ancora molto c’è da conquistare, se quotidianamente rimbalzano nelle nostre case notizie di femminicidi o violenze subite dalle donne oppure della difficoltà incontrata in alcuni luoghi di lavoro e università, dove gli avanzamenti di carriera o il superamento degli esami dipendono esclusivamente dalla concessione del proprio corpo al ‘padrone’-datore di lavoro o al professore.
L’Istat poi ci ricorda che persiste, a parità di ruoli e mansioni, lo squilibrio salariale tra uomini e donne, a svantaggio delle donne naturalmente, che l’avanzamento professionale per le donne non viaggia agli stessi ritmi di quello degli uomini, che sono le donne a dover rinunciare al lavoro per accudire i propri anziani o per prendersi cura dei figli, dovendo far fronte alle inefficienze dello Stato che, invece di investire in spesa pubblica per garantire i servizi (asili, assistenza agli anziani ad esempio), trasferisce ingenti risorse in acquisto di armi per fare la guerra!
La guerra, quella aberrazione pensata e praticata dal genere umano, che costringe le mamme a subire cesarei senza anestesia, perché mancano le medicine, che priva le donne dell’igiene personale, nota la mancanza di assorbenti durante i conflitti, con inevitabili complicazioni per la salute. La guerra che consente ai ‘maschi’ di violentare le donne e di venderle persino sui mercati delle schiave creati da loro, come avvenuto dal 2014 e per alcuni anni con le donne ezide, rapite dall’Isis che aveva attaccato i loro villaggi.
Margherita Hack diceva: «Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollelare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra».
Siamo per l’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne, siamo per la pace e contro la guerra.
Per queste ragioni, abbiamo coniugato il tema dei diritti delle donne, che ci viene ricordato dalla data dell’8 marzo, con quello opprimente dell’attualità delle guerre in corso e abbiamo invitato la compagnia teatrale Le R/Esistenti a portare in città il suo ultimo spettacolo».
La compagnia
La compagnia delle Le R/Esistenti nasce nel 2013 dalla volontà di dare voce alle donne, alle loro storie e alla loro Storia. Il nome della compagnia, R/Esistenti, con una sbarretta dopo la R, è stato pensato così, quindi tenendo insieme la parola Resistenti con Esistenti, perché le fondatrici hanno da subito creduto che resistere attivamente, facendo dunque qualcosa che possa migliorare anche lievemente la nostra realtà, sia l’unico modo di esistere.
Si tratta di attrici non professioniste, un gruppo tra pari, a geometria variabile, in cui le funzioni di sceneggiatura, regia, recitazione vengono condivise.
I loro spettacoli mirano a smuovere la coscienza ma anche a raccogliere offerte che vengono donate di volta in volta a progetti destinati a donne e ragazze in difficoltà, ma non solo.
I valori che intendono trasmettere si rifanno a quelli della Resistenza, all’uguaglianza e al pacifismo.
«Ringraziamo quindi la compagnia teatrale le R/Esistenti per aver accettato il nostro invito. Ringraziamo la Coop per il rinfresco offerto e che sarà al termine dello spettacolo. Vi ricordiamo infine che se volete, potete lasciare un’offerta nel vaso che trovate in fondo alla sala. Tutto ciò che sarà raccolto verrà inviato, su richiesta de Le R/Esistenti, a Medici Senza Frontiere per far fronte alla drammatica emergenza umanitaria in corso nella Striscia di Gaza».
Buono spettacolo a tutti e a tutte.