Cirio: “La priorità? Abbattere le liste d’attesa”
Il presidente della Regione in città per la campagna elettorale di Davide Buzzi Langhi (Fi)
ALESSANDRIA – Il presidente della Regione – e candidato del centrodestra per il bis – Alberto Cirio ad Alessandria, questa sera, per la campagna elettorale di Davide Buzzi Langhi.
Il capogruppo di Fi a Palazzo Rosso è infatti candidato al Consiglio regionale.
Cirio con Damilano e Buzzi Langhi
Presenti, tra gli altri, Paolo Damilano (candidato alle Europee), Cherima Fteita (candidata alle Europee) e Alessia Zaio (candidata alle Regionali). Oltre al coordinatore provinciale azzurro Ugo Cavallera e a vari esponenti del partito, come Gianluca Colletti, Vincenzo Demarte e Luca Rossi.
Cirio e gli aneddoti su Cavallera
Cirio ha sottolineato ancora una volta la priorità in caso di elezione. “Vogliamo abbattere le liste d’attesa. E nei primi cento giorni dell’eventuale, nuovo Governo del Piemonte lavoreremo per porne le basi”.
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Uno sguardo anche all’Alessandrino, che grazie alla logistica – secondo il presidente uscente – “sarà al centro non solo della nostra regione, ma dell’Europa intera. E, a proposito di Sanità, non dimentichiamo il progetto messo in piedi per la realizzazione del nuovo ospedale“.
Un saluto scherzoso, poi, a Ugo Cavallera: “In Giunta, ogni tanto, scovo ancora sue vecchie delibere, rigorosamente scritte a macchina… E quando si alzava per andare in bagno, tutti lo seguivamo. Un segnale? No, però era il momento magari di confrontarsi in vista di qualche discussione importante”.
“Spingere sulla Sanità”
https://youtu.be/FM66gZUoaBQ
Buzzi Langhi concorda sulle urgenze: “Dobbiamo accelerare sulla Sanità. E, se sarò eletto, mi farò portavoce delle esigenze del nostro territorio. La gente chiede delucidazioni a noi candidati e bisogna efficientare il comparto. Il presidente Cirio ha già fatto un grande lavoro in questi cinque anni. Adesso occorre proseguire”.
Damilano: “Ue, scelte razionali”
https://youtu.be/_mM9DFKc-0s
Paolo Damilano guarda invece all’Europa: “Girare tra Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta non è semplice. Ma in questi cinque anni si deciderà il futuro stesso dell’Europa. Anche per questo, servono scelte razionali e meno ideologiche. A partire dalla transizione, che non può portare alla perdita di posti di lavoro”.