“Invertire la rotta”: Bruschi e Ruo (Pd) contestano CasaPound
Critiche alla campagna del movimento di estrema destra e sostegno al referendum sulla cittadinanza
CASALE MONFERRATO – Un attacco diretto alla campagna di CasaPound e una proposta alternativa basata su inclusione e diritti. Il Partito Democratico di Casale Monferrato si oppone con fermezza alla recente iniziativa del movimento di estrema destra, definendola una manovra demagogica e priva di basi reali.
CasaPound e la campagna “Invertire la rotta”
Secondo il PD casalese, CasaPound, i cui esponenti di autodefiniscono “fascisti del III millennio”, non è nuova a campagne basate su discriminazione e odio. La loro iniziativa “Invertire la rotta”, lanciata anche a Casale, promuove politiche di espulsione e rimpatrio dei figli di immigrati, una proposta che il PD locale definisce “gretta e autolesionista”.
Il calo demografico e il ruolo degli immigrati
Il Pd evidenzia come il calo demografico sia una delle principali sfide per l’Italia. Secondo la Fondazione Nord Est, entro il 2040 il Nord Italia perderà 2,4 milioni di lavoratori, un vuoto che non potrà essere colmato solo con un aumento dell’occupazione femminile o il prolungamento dell’età lavorativa.
“Senza immigrati si fermerebbero interi settori produttivi, dall’edilizia all’agricoltura, fino all’assistenza agli anziani”, sottolineano Mirella Ruo ed Enrico Bruschi, firmatari del documento.
Per affrontare il fenomeno dell’immigrazione irregolare, il PD propone percorsi di ingresso legali e numeri di permessi di soggiorno adeguati alle necessità del mercato del lavoro, evitando così “proposte irrealistiche come la ‘reimmigrazione’ di Casa Pound”.
Dal clima d’odio al referendum sulla cittadinanza
Il Partito Democratico denuncia inoltre le politiche della destra populista, che con misure come i decreti sicurezza e i blocchi navali, hanno contribuito a “alimentare paure e divisioni, distogliendo l’attenzione dal vero problema: l’aumento delle disuguaglianze”.
In risposta, il PD casalese rilancia con il sostegno alla campagna per il “Referendum sulla cittadinanza”, che mira a ridurre da 10 a 5 anni il tempo necessario per ottenere la cittadinanza per i residenti stranieri e garantire il riconoscimento automatico ai loro figli minori.
“Questa modifica consentirebbe a 900.000 minori, di cui oltre il 60% nati in Italia, di essere finalmente riconosciuti come cittadini italiani”, affermano i promotori.
“Promuovere diritti e opportunità non è solo una questione di giustizia, ma anche un investimento per la crescita del Paese”, sottolineano Ruo e Bruschi, invitando i cittadini a sostenere il referendum per un’Italia più equa e inclusiva.