Sanità in Piemonte: dubbi e critiche sulle politiche regionali
L'attacco di Casale, Davvero
CASALE MONFERRATO – La gestione della sanità piemontese da parte dell’Assessore regionale Federico Riboldi continua a essere al centro del dibattito alimentato dal Gruppo Sanità della coalizione Casale Davvero, secondo il quale l’entusiasmo comunicativo della Regione contrasterebbe con le difficoltà quotidiane di pazienti e personale sanitario.
La sanità tra propaganda e realtà
In una recente pubblicazione locale si descrive un sistema ospedaliero che “si distingue a livello nazionale” spiegano dal Gruppo Sanità, senza tuttavia evidenziare le difficoltà che pazienti e operatori sanitari affrontano quotidianamente. Il Gruppo esprime dubbi sulla reale corrispondenza tra le dichiarazioni ufficiali e la situazione vissuta dai cittadini.
Una delle criticità sollevate riguarda la riconversione della Clinica Sant’Anna, che da struttura dedicata alla lungodegenza psichiatrica è stata trasformata in clinica chirurgica privata. A questo proposito, il documento sottolinea che “si continua a parlare di guida pubblica della sanità, mentre il territorio sta progressivamente scivolando verso una gestione privatistica”.
Liste d’attesa e personale sanitario: misure efficaci?
Per ridurre le liste d’attesa, la Regione ha stanziato 12 milioni di euro per estendere le prestazioni sanitarie anche nelle ore serali e nei giorni festivi. Tuttavia, il Gruppo Sanità si interroga sull’efficacia di tale soluzione, evidenziando che “non viene affrontato il problema dell’insufficienza di personale e delle condizioni di lavoro in ospedale, che non possono essere tamponate con misure straordinarie e temporanee”.
Sanità pubblica e sanità privata: il confronto
Il documento cita un’analisi OCSE del 2022 che evidenzia come il sistema sanitario italiano, nonostante riceva meno della metà dei finanziamenti rispetto a quello statunitense, garantisca una maggiore aspettativa di vita (83,9 anni in Italia contro 79,1 negli USA). Questo rafforza l’idea che il modello sanitario pubblico italiano abbia ancora margini di miglioramento senza necessità di una privatizzazione crescente.
Le domande aperte
Nel testo vengono poste diverse domande alle istituzioni:
- Quali misure concrete verranno adottate per potenziare il servizio sanitario pubblico?
- Come verranno impiegati i fondi destinati alla riduzione delle liste d’attesa?
- Quali strategie sono previste per garantire condizioni di lavoro sostenibili al personale medico e infermieristico?
Il Gruppo Sanità chiede “un confronto trasparente su questi temi, affinché le scelte sanitarie siano guidate dalle reali necessità della popolazione e non da logiche di comunicazione”.