Il paesaggio di Morbelli protagonista al Museo Civico di Casale
Sabato 5 aprile una visita tematica per riscoprire la visione divisionista del maestro monferrino
CASALE MONFERRATO – Sabato 5 aprile 2025, alle ore 17, il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi ospiterà l’appuntamento intitolato “Il paesaggio di Morbelli”, una visita guidata tematica curata da Barbara Corino, all’interno del ciclo di eventi che accompagna la mostra “La Bellezza liberata. Leonardo Bistolfi e gli amici divisionisti”.
Il paesaggio di Morbelli tra luce, colore e introspezione
L’iniziativa offrirà al pubblico un approfondimento sulla figura di Angelo Morbelli, maestro originario del Monferrato e tra i principali protagonisti del Divisionismo italiano, movimento artistico di fine Ottocento che ha segnato un passaggio decisivo verso le avanguardie del Novecento.
Durante la visita, “Il paesaggio di Morbelli” verrà analizzato attraverso alcune opere iconiche del pittore, messe a confronto con i dipinti delle collezioni permanenti del museo casalese, per un’inedita chiave di lettura che mette in dialogo arte, territorio e modernità pittorica.
Modalità di partecipazione
L’evento è aperto al pubblico e prevede un costo di 4,00 euro, a cui va aggiunto il biglietto d’ingresso al museo.
Per informazioni e prenotazioni:
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Tel. 0142 444309 / 0142 444249
Chi era Angelo Morbelli
Angelo Morbelli (1853–1919) è stato uno dei maggiori esponenti del Divisionismo italiano, movimento artistico che alla fine del XIX secolo introdusse in Italia una nuova tecnica pittorica basata sulla scomposizione del colore in piccoli tocchi di luce, influenzata dal Pointillisme francese.
Nato ad Alessandria e cresciuto nel cuore del Monferrato, si formò all’Accademia di Brera a Milano, dove vinse il Premio Fumagalli nel 1883 con l’opera Last Days, oggi conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Fin da giovane, Morbelli mostrò una spiccata sensibilità per le tematiche sociali, come l’emarginazione, la vecchiaia e la povertà.
Il suo ciclo più noto, Giorni… ultimi!, è ambientato nel Pio Albergo Trivulzio, ospizio milanese dove il pittore racconta con toccante umanità la condizione degli anziani. Parallelamente, Morbelli dedicò ampio spazio al paesaggio monferrino, interpretato con vibranti effetti luminosi e poetica introspezione, come si può notare nei suoi dipinti ambientati tra le colline di Colma di Rosignano, dove visse a lungo e dove oggi è ricordato con una casa-museo.
Morbelli è stato un instancabile sperimentatore, sia dal punto di vista tecnico che compositivo, e ha partecipato a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia.
Morì nel 1919, lasciando un segno profondo nella pittura italiana tra Ottocento e Novecento, e anticipando, con il suo stile, le istanze espressive del simbolismo e delle avanguardie.