Tagli alla prevenzione in Piemonte, il PRC attacca Riboldi
Il segretario Deambrogio: “Scelta grave e opportunistica, a rischio i servizi per i più fragili”
TORINO – È durissima la presa di posizione del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea contro l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e il governo regionale di centrodestra, accusati di voler ridurre i fondi destinati alla prevenzione sanitaria in Piemonte. Al centro delle critiche vi è l’annunciato taglio di 10 milioni di euro, misura che, secondo Alberto Deambrogio, segretario piemontese del PRC-SE, “sviluppa un’idea di salute miope e pericolosa”.
Un sistema fuori controllo
“I bilanci della sanità piemontese sono fuori controllo” – ha esordito Deambrogio – “Si parla di un buco da 700 milioni, ma quella cifra potrebbe essere ben più alta”. L’esponente di Rifondazione cita anche dichiarazioni contenute in atti giudiziari, secondo cui la Regione non controllerebbe più i bilanci delle ASL, limitandosi a verificare il rispetto delle scadenze formali.
Una scelta “grave e preoccupante”
Nel mirino, la decisione di tagliare 10 milioni destinati alla prevenzione sanitaria, proprio in un momento in cui, secondo Deambrogio, il settore è già in sofferenza. Il DIRMEI, il Dipartimento interaziendale per le malattie infettive nato in pandemia, avrebbe visto i propri fondi “scivolare nel buco dell’ASL di Torino”. Anche il SEREMI, storico servizio regionale di epidemiologia, avrebbe subito un ridimensionamento drastico del personale: da 12 a soli 5 operatori.
Un piano senza strategia
Per il PRC, questa manovra rappresenta un tentativo opportunistico di “fare cassa dove si presume minore resistenza”, senza una visione strategica complessiva. Deambrogio conclude: “Altro che piano sanitario: si sacrificano le attività fondamentali per la tutela della salute pubblica, a partire dalla prevenzione, che è lo strumento più efficace per evitare malattie e costi futuri. A pagarne il prezzo saranno come sempre le fasce più fragili della popolazione”.