Sovralzo arginale Casale-Morano, il C.Al.Ca. sollecita Aipo
La mobilitazione per le piene di Po e Sesia, a Terranova, aprile 2025
Società
3 Ottobre 2025
ore
11:36 Logo Newsguard
Fiume

Sovralzo arginale Casale-Morano, il C.Al.Ca. sollecita Aipo

L'appello: «Serve chiarezza sui tempi. La popolazione non può aspettare»

CASALE MONFERRATO – Il Comitato Alluvionati del Casalese (C.AL.CA.) ha inviato un sollecito ad AIPO per conoscere con esattezza i tempi di inizio del Sovralzo arginale Casale-Morano, il cui primo stralcio risulta già finanziato con 800.000 euro. Nella lettera, indirizzata al Direttore di AIPO Gianluca Zanichelli e ai responsabili territoriali, il Comitato chiede «informazioni concrete» sui tempi di avvio dei lavori esecutivi annunciati come imminenti già nel documento AIPO del 1° luglio 2025.

L’intervento previsto interessa un tratto di circa 2,5 chilometri a monte della traversa Lanza. Secondo quanto dichiarato da AIPO nel documento sopracitato, «un primo stralcio dell’intervento è già finanziato ed a breve verrà avviata la fase esecutiva», mentre il completamento è stato proposto per un finanziamento da 10 milioni di euro attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021–2027.

Il C.AL.CA. solleva perplessità sul significato del termine «a breve», evidenziando i lunghi tempi della burocrazia: «Ci aspettavamo che i lavori partissero in questo mese di settembre… quando allora inizieranno?». Il Comitato chiede aggiornamenti anche sullo stato della richiesta di finanziamento per l’intera opera di sovralzo arginale Casale-Morano e sull’accesso allo “Studio Marazzina” (Studio AL-E-1770), realizzato nel 2022 per la modellazione idraulica del tratto casalese del fiume Po.

Lo scorso aprile a Terranova

Il documento evidenzia inoltre come la popolazione sarebbe già stata sottoposta a rischi idraulici: nell’aprile 2025 la frazione di Terranova era stata evacuata per l’impossibilità da parte di AIPO di garantire la tenuta degli argini durante la piena. In quella circostanza, si ipotizzava anche un rialzo arginale provvisorio con Big Bag e terra, poi non realizzato.

«Dopo l’alluvione del 2000, i giornali locali titolarono ‘Cronaca di una alluvione annunciata’ – si legge nella lettera – anche allora molte opere erano state finanziate ma i lavori non erano ancora partiti». Il C.AL.CA. chiede quindi che venga finalmente garantita una «corretta e concreta informazione» alla popolazione del territorio.

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