Economia, Video
Marco Bertoncini  
11 Novembre 2025
ore
14:37 Logo Newsguard
La vertenza

Coniolo, crisi Ibl: oggi i lavoratori in presidio davanti alla Ipan

Protesta spostata: 125 i dipendenti che chiedono risposte su cassa integrazione e futuro

CONIOLO – Mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento IBL di Coniolo, oggi in presidio pacifico davanti ai cancelli della vicina Ipan, azienda che fa riferimento a una simile compagine proprietaria. L’obiettivo dell’azione è chiaro: rallentare l’accesso dei fornitori e accendere i riflettori su una situazione che, giorno dopo giorno, si fa sempre più drammatica.

La produzione IBL è ferma da tempo e recentemente la procedura di concordato preventivo in bianco si è trasformata in un atto di cessazione dell’attività, segnando il destino dei circa 125 lavoratori ancora in forza.

Le richieste: cassa integrazione immediata e incontro con il Commissario

Al centro della protesta c’è la cassa integrazione, che fino alle scorse settimane veniva anticipata dall’azienda ma che, a seguito della nuova procedura, dovrebbe ora essere erogata direttamente dall’INPS. I tempi di pagamento si stanno rivelando insostenibili per i lavoratori, molti dei quali non percepiscono reddito da settimane.

“Chiediamo che l’INPS sblocchi immediatamente i pagamenti, perché senza lo stipendio non possiamo vivere – hanno dichiarato i sindacati a nome dei lavoratori – È una questione di sopravvivenza: c’è chi deve pagare il mutuo, fare la spesa, portare l’auto dal meccanico”.

Non meno urgente è la richiesta di un incontro con il Commissario, affinché i lavoratori possano finalmente ottenere chiarezza sul proprio futuro. Con l’attività a Coniolo destinata alla chiusura, i dipendenti chiedono di fatto di essere formalmente licenziati per poter accedere ad altri percorsi occupazionali o a misure di sostegno.

I rappresentanti di Fillea Cgil (Paolo Conte), Feneal Uil (Paolo Tolu) e Filca Cisl (Felice Barelli) parlano con una sola voce: “Le istituzioni devono intervenire. I lavoratori non possono restare ostaggio dell’immobilismo. Abbiamo sempre cercato il dialogo, ma ora è il momento delle risposte concrete”.

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