Eternit bis: la Cassazione annulla la sentenza di secondo grado
In aula a Torino
Cronaca
Beatrice Iato  
11 Febbraio 2026
ore
20:34 Logo Newsguard
Roma

Eternit bis: la Cassazione annulla la sentenza di secondo grado

Rinvio alla Corte d'Assise d'Appello di Torino per la traduzione della sentenza in tedesco

ROMA – La Corte di Cassazione ha deciso di annullare la sentenza di secondo grado del processo Eternit bis, rinviando gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino con l’istruzione precisa di disporre la traduzione in lingua tedesca del provvedimento.

La sentenza di secondo grado, emessa il 7 giugno 2025, aveva condannato l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo aggravato per la morte di 91 persone esposte all’amianto nell’area di Casale.

Le motivazioni

Il cuore della decisione della Suprema Corte riguarda un profilo procedurale: la mancata traduzione in tedesco della sentenza per il principale imputato, che non conosce pienamente la lingua italiana.

Secondo la difesa, la mancanza della traduzione avrebbe compromesso il diritto di Schmidheiny ad un giusto processo, perché gli avrebbe impedito di comprendere pienamente i contenuti e le motivazioni del verdetto di secondo grado e di preparare efficacemente il relativo ricorso in Cassazione.

I prossimi step del procedimento

  1. Nuovo provvedimento della Corte d’Assise d’Appello di Torino: il giudice tornerà in aula per far tradurre ufficialmente la sentenza di secondo grado in lingua tedesca, così da sanare la presunta nullità procedurale.
  2. Riformulazione dei motivi di ricorso in Cassazione: una volta tradotta la sentenza, i difensori di Schmidheiny riproporranno il ricorso alla Suprema Corte; potrebbero essere inclusi anche nuovi argomenti sollevati in udienza oggi. Tra questi, in particolare, il difensore Astolfo Di Amato ha sollevato il tema del ne bis in idem (non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto), portando all’attenzione della Corte una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha riconosciuto la non necessità di tre criteri (stessi fatti, stesso reato, stessa condotta) per applicare il divieto di doppio giudizio, ma la sola condotta. Un nodo cruciale in un processo come quello dell’Eternit Bis, dove Schmidheiny è imputato per l’omicidio delle vittime dell’amianto casalese a causa della medesima condotta per la quale, nell’ambito del primo maxi processo Eternit (conclusosi nel 2014), era stato già giudicato con l’accusa di disastro ambientale.
  3. Replica delle altre parti: Procura generale e parti civili avranno titolo per replicare alle nuove doglianze difensive.
  4. Rifissazione della nuova udienza di Cassazione: si torna così alla Suprema Corte per un nuovo esame di merito, presumibilmente già tra qualche mese.

Sul piano pratico, l’effetto è che la procedura si riavvia di fatto dal punto raggiunto oggi, con inevitabili slittamenti temporali e ulteriori fasi di dibattimento prima di giungere al terzo grado di giudizio.

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