Riso: “Modificare la clausola di salvaguardia per tutelare i produttori”
In vista del voto del Parlamento europeo di aprile, Coldiretti Piemonte chiede la riduzione delle quantità di riferimento per attivare la clausola contro le importazioni
TORINO – In vista della sessione plenaria del Parlamento europeo di aprile, Coldiretti e Filiera Italia chiedono una modifica dell’accordo di trilogo sulla clausola di salvaguardia per il riso. Obiettivo, garantire una tutela più efficace per la risicoltura italiana ed europea. Al centro del confronto c’è la necessità di rendere il meccanismo realmente funzionale nel medio e lungo periodo. Soprattutto alla luce delle crescenti importazioni che incidono sui prezzi.
«È essenziale insistere per la riduzione delle quantità di riferimento a cui far scattare la clausola – sottolinea Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega al settore risicolo –. Senza però compromettere l’automatismo che rappresenta una componente innovativa».
Secondo Guerrini, “lasciare spazio a procedure lente e incerte non consente ai produttori di programmare il futuro né di difendersi da importazioni sleali. Un meccanismo rapido e automatico è fondamentale per garantire stabilità al comparto risicolo”.
Pressione sui prezzi e sovranità alimentare
Il voto in Plenaria viene considerato un passaggio cruciale. «Rappresenterebbe un segnale importante per i nostri risicoltori, oggi sotto forte pressione sui prezzi», spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.
Le difficoltà sono legate in particolare all’aumento delle importazioni e alle dinamiche internazionali. “Difendere il riso piemontese – ricordano – significa tutelare la sovranità alimentare europea e il lavoro agricolo italiano. Che garantisce oltre il 50% della produzione di riso dell’Unione europea, con varietà e qualità riconosciute a livello mondiale.