Cna Piemonte: energia elettrica in testa ai rincari, cresce la pressione sulle Pmi
Economia
16 Marzo 2026
ore
09:33 Logo Newsguard
L'analisi

Cna Piemonte: energia elettrica in testa ai rincari, cresce la pressione sulle Pmi

Secondo il monitoraggio aumentano energia, rame, ferro, alluminio e costi di spedizione. Le imprese segnalano listini instabili e difficoltà di programmazione, con l’elettricità salita del 60% nelle ultime settimane

TORINO – È l’energia elettrica a guidare la nuova ondata di rincari che sta colpendo le imprese piemontesi. A segnalarlo è Cna Piemonte. Che, attraverso un monitoraggio su un campione di aziende, evidenzia un aumento generalizzato dei prezzi dei materiali e dei costi di produzione.

L’analisi fotografa una fase di forte pressione economica per micro, piccole e medie imprese. Con rincari che coinvolgono energia, metalli, materiali da costruzione e trasporti.

Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo costretto a operare in condizioni di forte incertezza. Con listini variabili e costi difficili da prevedere.

Energia elettrica +60% nelle ultime settimane

Il dato più significativo riguarda il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, che ha registrato un aumento del 60%. Seguendo l’andamento delle quotazioni del gas sulla piazza di Amsterdam.

Il prezzo medio delle ultime settimane si attesta a 143 euro per MWh. Ben superiore ai livelli registrati in altri Paesi europei: 102 euro in Germania, 63 euro in Francia e 48 euro in Spagna.

Subito dopo l’energia, i rincari più marcati riguardano rame (+40%), ferro e profilati di alluminio (+20%). Mentre nel settore delle costruzioni aumentano conglomerato bituminoso (+18%) e calcestruzzo (+10%).

Costi in crescita anche per plastiche, legno e trasporti

Nel comparto della meccanica alcune plastiche registrano aumenti fino al 30%, mentre il legno segna rincari tra il 10% e il 15%.

Anche la logistica è sotto pressione. I costi di spedizione sono aumentati sensibilmente, arrivando in alcuni casi fino a 3.000 euro in più per un container standard. Dopo i forti aumenti iniziali si è invece stabilizzato il prezzo dei carburanti, con gasolio +15% e benzina sotto il 10%.

Un elemento particolarmente critico riguarda la forte instabilità dei listini, che per molti materiali sono validi solo per 24 ore. Rendendo complessa la programmazione degli ordini e delle consegne.

I settori più esposti ai rincari energetici

Alcuni comparti risultano particolarmente esposti all’aumento dei costi energetici. Nel settore dei prodotti da forno, ad esempio, il costo dell’energia incide per circa il 14% dei costi di produzione. Mentre per le attività lapidee può arrivare tra il 30% e il 35%.

Ancora più elevato il peso dell’energia per le tinto-lavanderie, dove può raggiungere il 40% dei costi totali.

«Quello che stiamo registrando è una nuova fase di forte pressione sui costi per le micro e piccole imprese», dice Giovanni Genovesio, presidente di Cna Piemonte.

Secondo Genovesio, non è solo l’energia a preoccupare. «Assistiamo a rincari diffusi su molti materiali, dal rame all’alluminio, dal bitume alle plastiche. Per un tessuto produttivo come quello piemontese, fatto soprattutto di piccole imprese manifatturiere e artigiane, questa situazione rischia di tradursi rapidamente in margini ridotti e difficoltà operative».

Listini instabili e problemi di approvvigionamento

A pesare sulle imprese è anche il clima di incertezza sui mercati e sulle forniture. «Diverse imprese segnalano le prime difficoltà di approvvigionamento e una forte instabilità dei listini», aggiunge Delio Zanzottera, segretario di Cna Piemonte.

Secondo Zanzottera, “molte aziende si trovano a lavorare senza poter programmare con certezza costi e tempi di consegna. Una situazione che rischia di rallentare la produzione soprattutto nelle micro imprese inserite nelle filiere manifatturiere“.

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