Lu e Cuccaro: corpo ritrovato a novembre dopo sette mesi, solo domani l’addio a Pio Rinaldi
Pio Rinaldi, era scomparso dal 18 aprile
Cronaca
Monica Gasparini  
8 Aprile 2026
ore
17:04 Logo Newsguard
L'ultimo saluto

Lu e Cuccaro: corpo ritrovato a novembre dopo sette mesi, solo domani l’addio a Pio Rinaldi

Giovedì 9 aprile, nella chiesa parrocchiale Santa Maria di Lu (alle 10), si terranno i funerali dell'82enne. L'indagine non è ancora chiusa

LU E CUCCARO MONFERRATO – Era scomparso lo scorso 18 aprile, inghiottito nel nulla senza lasciare tracce. Il suo corpo è stato ritrovato sette mesi dopo, a novembre, ponendo fine a un’attesa carica di angoscia ma aprendo una serie di interrogativi.

Adesso, finalmente, domani – giovedì 9 aprile – nella chiesa parrocchiale Santa Maria di Lu (alle 10) si terranno i funerali di Pio Rinaldi. Il rosario sarà recitato oggi, alle 18.30, nella stessa chiesa.

Per sapere com’è morto l’82enne che abitava in frazione Lu, bisognerà ancora attendere.

Il 1° dicembre è stato eseguito l’accertamento autoptico affidato a un anatomopatologo e a un’antropologa forense. Il lavoro dei due professionisti servirà per capire quale sia stata la causa che ha portato al decesso l’anziano.

Ma gli esperti avranno bisogno di altro tempo, hanno infatti chiesto una proroga per depositare la loro relazione.

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Sono di Pio Rinaldi i resti trovati nel bosco: gli indumenti riconosciuti dai fratelli

LU E CUCCARO - Non ci sono più dubbi per i famigliari più prossimi: i resti trovati in un boschetto…

«C’è stato pregiudizio»

«Il filo conduttore di questa storia è stato il pregiudizio»: la storia è, appunto, quella della scomparsa di Pio Rinaldi e le parole sono quelle pronunciate dal fratello pochi giorni dopo il ritrovamento.

Lo scorso novembre, un cadavere in stato di decomposizione venne individuato in un boschetto tra Solero e Felizzano: furono proprio i fratelli dell’82enne a riconoscere il congiunto. E la certezza arrivò pure dagli indumenti indossati.

Pio Rinaldi mancava da casa dal 18 aprile 2025. Un mistero senza risposte che aveva indotto i famigliari a rivolgersi agli avvocati Giuseppe Lanzavecchia e Davide Daghino (del foro di Alessandria) per seguirne l’evoluzione.

Si tratta di una storia drammatica, in tutti i suoi risvolti. Perché lo scorso settembre, il figlio di Pio, Pietro, è morto al Cto di Torino in seguito alle ustioni che si era provocato con la benzina.

Due mesi dopo la morte di Pietro, poi, un cacciatore aveva notato un cadavere in un boschetto tra Solero e Felizzano, un’area dove si erano svolte le ricerche per settimane.

Al ritrovamento del cadavere dell’82enne, era seguita la richiesta d’autopsia della Procura alessandrina, che aveva affidato l’incarico al medico legale Stefano Tambuzzi e all’antropologa forense Francesca Magli. L’esame iniziò il 1° dicembre.

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Scomparsa e allarme

Era stato il figlio di Pio, Pietro, a dare l’allarme nel pomeriggio del Venerdì santo. Il padre non aveva fatto ritorno a casa per pranzo e non aveva assunto le solite pastiglie.

A mezzogiorno del 18 aprile, la sua auto era stata vista in un’azienda di Quargnento. Le immagini lo immortalarono mentre stava chiedendo informazioni di dove fosse, segno probabilmente che la sua mente era confusa. Poi più nulla.

Un testimone sostiene di averlo visto scendere verso Quargnento alla guida della Fiat Panda rossa: erano le 19.30. Ma il tempo di Pio Rinaldi, per famigliari e carabinieri, si ferma lì. Nelle ore e nei giorni successivi solo le ricerche.

L’attività iniziale dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale non aveva dato esito. Poi, dopo qualche giorno, l’auto dell’anziano era stata trovata nella zona di campagna tra Solero e Felizzano completamente bruciata.

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La Panda di Pio Rinaldi dopo il ritrovamento

A quel punto era scattata una task force. In campo, oltre ai carabinieri, anche elicottero, droni e la Guardia di Finanza con i cani molecolari. Attività che non avevano dato alcun esito. Gli uomini del soccorso alpino avevano utilizzato anche i cani specializzati nella ricerca dei cadaveri e del sangue. Nulla.

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La svolta

La svolta lo scorso novembre, quando un cacciatore ha trovato dei resti.

Cos’è successo a Pio Rinaldi? Perché si è allontanato da casa senza più tornare? Quali sono le cause dell’incendio della Panda e della morte dell’anziano?

L’esame autoptico potrà fornire la risposta a quest’ultima domanda. Risalire ai suoi ultimi spostamenti, però, sarà ormai impossibile.

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