Confartigianato Piemonte: “Credito sempre più difficile per le piccole imprese”
Economia
29 Maggio 2026
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L'allarme

Confartigianato Piemonte: “Credito sempre più difficile per le piccole imprese”

Secondo l'associazione, nel 2025 i finanziamenti alle micro e piccole imprese sono diminuiti del 3,6%. Felici: «Le aziende chiedono prestiti più per pagare le tasse che per investire»

TORINO – Prestiti sempre più difficili da ottenere, costi del denaro elevati e imprese meno propense a investire. È il quadro che emerge dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte sui dati della Banca d’Italia relativi alle erogazioni creditizie alle attività produttive tra l’ultimo trimestre del 2025 e il primo del 2026.

Secondo il report, in Piemonte i prestiti alle micro e piccole imprese hanno registrato nel 2025 una contrazione del 3,6%. Dato peggiore rispetto al -0,2% rilevato sul totale delle imprese regionali. A livello nazionale la flessione media per le piccole realtà si attesta al -4%. Una situazione che, secondo Confartigianato, conferma le difficoltà strutturali di accesso al credito per il tessuto produttivo artigiano piemontese.

Prestiti più cari della media italiana

A pesare sulle imprese non è soltanto la riduzione dei finanziamenti, ma anche il costo del credito. Il Tae medio applicato alle imprese piemontesi raggiunge infatti il 5,13%, superiore alla media nazionale del 4,95%. Tra i comparti più penalizzati figura quello delle Costruzioni, dove il tasso annuale effettivo arriva al 6,69%, ben oltre la media italiana del 6,04%.

Più contenuti, ma comunque elevati, i tassi applicati alle imprese dei servizi, che in Piemonte pagano mediamente il 5,04%. Mentre nel manifatturiero il dato si attesta al 4,97%. L’analisi evidenzia inoltre che a dicembre 2025 il costo del credito per le imprese italiane risultava superiore di 189 punti base rispetto a giugno 2022, con il Piemonte che registra un incremento di 201 punti base, tra i più alti del Paese.

Felici: «Le banche guardano più alla finanza»

Per il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Giorgio Felici, il sistema creditizio continua a penalizzare le imprese legate all’economia reale. «La ripresa del credito in Piemonte continua a mostrarsi debole e poco uniforme – dichiara Felici –. Con le micro e piccole imprese che subiscono ancora il peso degli alti costi dei finanziamenti e della mancanza di una reale spinta alla crescita».

Secondo il presidente regionale di Confartigianato, “gli istituti di credito sarebbero sempre più orientati verso l’attività finanziaria piuttosto che verso il sostegno diretto alle imprese produttive”. Felici sottolinea inoltre come “molte aziende artigiane abbiano progressivamente ridotto la propensione agli investimenti, anche a causa dell’incertezza normativa e fiscale”.

Uno degli aspetti più critici evidenziati da Confartigianato riguarda la finalità stessa delle richieste di credito. «L’economia è stagnante e la pressione fiscale troppo elevata – afferma Felici – tanto che famiglie e imprese chiedono prestiti più per pagare le tasse e affrontare le spese quotidiane che per fare sviluppo».

Il presidente di Confartigianato critica inoltre i parametri bancari legati agli accordi di Basilea. Ritenuti responsabili di aver progressivamente allontanato il credito dall’economia reale. Secondo Felici, “lo Stato dovrebbe intervenire in maniera più attiva per sostenere il sistema del credito non soltanto dal lato bancario. Ma anche a tutela di imprese e famiglie che continuano a confrontarsi con costi elevati e difficoltà di accesso ai finanziamenti”.

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