PFAS, botta e risposta tra Regione e AVS: “Bonifiche e stop agli inquinanti, poi ogni altra trattativa”
Cronaca
Monica Gasparini  
6 Giugno 2026
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10:00 Logo Newsguard
Dossier Spinetta

PFAS, botta e risposta tra Regione e AVS: “Bonifiche e stop agli inquinanti, poi ogni altra trattativa”

Sulla trattativa in corso nel caso Solvay davanti al Gup arriva la stoccata dell'assessore alla Sanità: "Il primo ad accettare un risarcimento in denaro da Solvay è stato il Comune di Alessandria"

ALESSANDRIA – Riportare il confronto sui PFAS ai temi che interessano realmente i cittadini: la cessazione della produzione delle sostanze più dannose e la bonifica delle aree coinvolte. È questo il messaggio lanciato dall’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, intervenuto nel dibattito che nelle ultime settimane si è sviluppato attorno alla vicenda di Spinetta Marengo.

«In queste settimane ho sentito molte polemiche sul tema PFAS. Vorrei riportare il confronto su ciò che davvero interessa ai cittadini: la dismissione dalla produzione dei PFAS dannosi e la bonifica delle aree interessate», ha dichiarato l’assessore.

Riboldi ha ribadito la linea adottata dalla Regione Piemonte, fondata su trasparenza, dialogo con la popolazione e confronto costante con il territorio. In quest’ottica si inseriscono gli incontri pubblici organizzati a Spinetta Marengo, destinati a proseguire nei prossimi mesi, così come il programma di screening e monitoraggio sanitario avviato recentemente.

«Si tratta di un’iniziativa senza precedenti nella storia di questa vicenda», ha sottolineato l’assessore, evidenziando l’impegno dell’amministrazione regionale sul fronte della tutela della salute pubblica.

Riboldi sul caso Solvay: la stoccata al Comune di Alessandria

Nel suo intervento Riboldi ha affrontato anche il tema delle possibili transazioni economiche legate alla vicenda. «Ho sentito su questo argomento pronunciarsi alcune forze di opposizione: ricordo loro che il primo ad accettare un risarcimento in denaro da Solvay è stato il Comune di Alessandria, che ha una maggioranza da loro sostenuta. Curiosamente, questo aspetto viene spesso omesso nel dibattito pubblico», ha affermato.

La posizione della Regione, ha precisato, resta quella di dare priorità alla cessazione della produzione dei PFAS e agli interventi di bonifica. «Prima la dismissione dei PFAS dalla produzione e un impegno chiaro sulla bonifica, poi tutti gli altri ragionamenti», ha ribadito.

L’assessore ha inoltre respinto le critiche relative agli strumenti di monitoraggio sanitario, giudicando ingiustificati alcuni allarmismi. Ha ricordato che da ieri i cittadini che ne hanno necessità possono effettuare le analisi presso il laboratorio di riferimento di Torino.

«Dispiace constatare che alcuni esponenti politici continuino a sostenere che non vi siano strumenti adeguati per il monitoraggio sanitario. Prima di alimentare allarmismi sarebbe opportuno verificare lo stato reale delle attività messe in campo», ha dichiarato, aggiungendo una critica nei confronti di una parlamentare europea, accusata di privilegiare «i video alle verifiche».

In conclusione, Riboldi ha confermato la disponibilità della Regione al confronto con tutte le realtà coinvolte, inclusi i comitati e i gruppi che animano la protesta sul territorio.

«Noi continueremo a confrontarci con tutti, compresi i comitati e i gruppi organizzati che animano la protesta, ai quali chiediamo però un confronto obiettivo sui fatti. La Regione continuerà a lavorare con trasparenza e responsabilità, mettendo al centro la salute delle persone e il futuro del territorio», ha concluso l’assessore.

PFAS, AVS: “Bene lo stop alle transazioni senza bonifiche, ora servono fatti concreti”

“Siamo d’accordo con Riboldi: la priorità è la bonifica dell’area di Spinetta Marengo e la dismissione delle produzioni inquinanti, non certo le polemiche”. È quanto dichiarano Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Piemonte, Eugenio Spineto, segretario provinciale di Sinistra Italiana, e Raoul Oliva, co-portavoce provinciale di Europa Verde, intervenendo nel dibattito sul caso PFAS.

Gli esponenti di AVS accolgono con favore le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, in particolare riguardo alla posizione della Regione Piemonte sulle ipotesi di accordi transattivi.

«Accogliamo con favore il fatto che l’assessore abbia finalmente dichiarato che la Regione non è disponibile ad alcuna transazione in assenza di un piano serio di bonifica e di cessazione dell’inquinamento da PFAS», affermano. Una posizione che, secondo AVS, rappresenta una novità rispetto a quanto emerso fino a pochi giorni fa. «Soltanto la settimana scorsa la Giunta Cirio aveva dato una risposta ben più laconica a un’interrogazione relativa al processo, dando atto di una trattativa in corso e “non ancora conclusa”».

Ravinale, Spineto e Oliva sottolineano inoltre l’importanza di mantenere alta l’attenzione pubblica sulla vicenda, ricordando che le prime interrogazioni sul tema risalgono al mese di febbraio.

«Visto quanto tempo abbiamo dovuto attendere per questa risposta, è chiaro che tenere alta l’attenzione sul processo e sul tema, come sta facendo il Comitato “Ce l’ho nel sangue” di Spinetta, è necessario per evitare che questa terribile vicenda venga derubricata a una mera questione economica», dichiarano.

“Servono passi concreti”

In vista della prossima udienza del processo, fissata per il 25 giugno, gli esponenti di AVS auspicano passi concreti sul fronte ambientale.

«Attendiamo l’udienza del 25 giugno, auspicando che il piano di bonifiche e di cessazione delle produzioni inquinanti possa concretizzarsi quanto prima», scrivono, chiedendo inoltre che la Regione mantenga alta l’attenzione anche sul fronte autorizzativo.

Nel mirino l’autorizzazione Aia

Nel mirino c’è in particolare il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale di Syensqo (ex Solvay), «scaduta dal 2022», tema sul quale AVS chiede un impegno analogo a quello annunciato per il processo in corso.

Per Ravinale, Spineto e Oliva la tutela della salute pubblica e il risanamento ambientale devono rimanere al centro dell’azione istituzionale, senza che il confronto si riduca esclusivamente agli aspetti economici della vicenda.

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