Protezione civile, il M5S frena la riforma: “Troppo potere alla Giunta, servono più garanzie”
Politica
15 Giugno 2026
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Il caso

Protezione civile, il M5S frena la riforma: “Troppo potere alla Giunta, servono più garanzie”

I consiglieri regionali Unia, Coluccio e Disabato criticano il disegno di legge sulla gestione delle emergenze di rilievo regionale. Pur condividendo la necessità di interventi rapidi in caso di calamità, chiedono criteri oggettivi, maggiore controllo del Consiglio e risorse dedicate per evitare scelte discrezionali e disparità tra i territori.

TORINO – Protezione civile, M5S all’attacco: “Troppo potere alla Giunta, servono regole chiare e controlli”.

Velocizzare gli interventi in caso di calamità è una necessità, ma senza adeguate garanzie il rischio è quello di affidare alla politica un eccessivo margine di discrezionalità. È questo il timore espresso dal Movimento 5 Stelle sulla proposta di legge regionale che disciplina la dichiarazione e la gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale in Piemonte.

Secondo i consiglieri regionali Alberto Unia, Pasquale Coluccio e la capogruppo Sarah Disabato, il provvedimento, pur rispondendo all’esigenza di intervenire rapidamente in caso di frane, alluvioni e altre emergenze, concentra troppo potere nelle mani della Giunta regionale.

«Non siamo contrari a uno strumento che consenta alla Regione di agire tempestivamente – spiegano gli esponenti pentastellati – ma bisogna evitare che una buona proposta si trasformi in un canale discrezionale della Giunta di turno, con alcuni territori che rischiano di essere penalizzati rispetto ad altri per questioni di vicinanza politica».

“Servono criteri oggettivi”

Il M5S chiede quindi l’introduzione di criteri oggettivi per la dichiarazione dello stato di emergenza, istruttorie tecniche pubbliche, la trasmissione tempestiva delle ordinanze al Consiglio regionale e la pubblicazione di tutti gli elementi relativi agli interventi, dagli importi ai soggetti attuatori fino ai tempi di realizzazione. Inoltre, secondo i consiglieri, eventuali deroghe dovrebbero essere motivate, temporanee e limitate ai casi strettamente necessari.

Tra le criticità evidenziate c’è anche l’assenza di risorse dedicate. «Senza fondi certi e criteri trasparenti – sottolineano – il rischio è che la scelta degli interventi da finanziare diventi ancora più discrezionale».

Da qui l’appello finale: «L’emergenza non può diventare uno strumento, neppure potenzialmente, per costruire consenso. L’azione della Regione deve essere uguale per tutti, senza badare al colore politico».

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