Alessandria, allarme sul vino: il Pd chiede un Consiglio regionale straordinario
Politica
16 Giugno 2026
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Il caso

Alessandria, allarme sul vino: il Pd chiede un Consiglio regionale straordinario

I consiglieri Ravetti, Isnardi e Calderoni lanciano l'allarme sulla crisi del settore vitivinicolo piemontese. «Cantine piene, mercato saturo e vendemmia alle porte: servono risorse e un piano concreto per salvaguardare aziende e produttori»

ALESSANDRIA – La crisi che sta attraversando il comparto vitivinicolo piemontese approda in Consiglio regionale. I consiglieri del Partito Democratico Domenico Ravetti, Fabio Isnardi e Mauro Calderoni chiedono infatti la convocazione di una seduta straordinaria dell’assemblea piemontese. Obiettivo, affrontare le difficoltà che stanno colpendo uno dei settori simbolo dell’economia regionale.

L’obiettivo, spiegano gli esponenti dem, è arrivare all’organizzazione di veri e propri Stati Generali del vino. Coinvolgendo quindi istituzioni, produttori, consorzi e operatori della filiera per individuare strategie e strumenti in grado di sostenere un comparto che rappresenta una delle eccellenze del Piemonte. La richiesta arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, caratterizzato da una contrazione delle vendite, dall’accumulo di giacenze nelle cantine e dalle incertezze legate ai mercati internazionali.

Ravetti: «La tempesta perfetta si sta abbattendo sul vino piemontese»

A porre l’accento sulla gravità della situazione è il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti. Che evidenzia come diversi fattori stiano contribuendo a creare una condizione di forte criticità. «Il mercato è saturo, le cantine e i magazzini sono pieni. Il sommarsi dei dazi americani con le turbolenze sui mercati internazionali ha originato una vera e propria tempesta perfetta che sta investendo il nostro sistema vitivinicolo».

Il consigliere ricorda il peso economico del comparto in Piemonte, seconda regione italiana per valore della produzione vinicola dopo il Veneto, con un valore stimato in 1 miliardo e 428 milioni di euro. Un settore che coinvolge oltre 7mila aziende specializzate, con una significativa presenza di giovani imprenditori e che può contare su 60 denominazioni di origine, tra Doc e Docg. «Numeri che dimostrano quanto sia urgente aprire un confronto istituzionale serio e approfondito», sottolinea Ravetti.

Preoccupazione anche per il territorio alessandrino

La provincia di Alessandria rappresenta uno dei principali poli vitivinicoli piemontesi. Con produzioni di eccellenza che spaziano dal Gavi ai vini del Monferrato, passando per il Tortonese e l’Acquese. Una situazione di crisi del mercato potrebbe quindi avere ripercussioni importanti anche sul tessuto economico locale. Coinvolgendo non soltanto le aziende agricole ma l’intera filiera collegata alla produzione, trasformazione e commercializzazione del vino.

Il tema assume particolare rilevanza a pochi mesi dalla nuova vendemmia, mentre molte aziende devono ancora fare i conti con significative quantità di prodotto invenduto.

Isnardi: «Serve un piano, non fotografie e annunci»

Particolarmente critico l’intervento del consigliere regionale Fabio Isnardi, che accusa la Giunta regionale di aver sottovalutato il problema. «Da un anno si parla del calo delle vendite ma nel frattempo non è stato fatto praticamente nulla. Manca un vero piano di interventi per superare la crisi», sostiene.

Secondo Isnardi, la questione delle giacenze rappresenta una delle emergenze più urgenti da affrontare. Poiché rischia di tradursi nel mancato acquisto delle nuove uve da parte di alcune cantine proprio alla vigilia della raccolta. Il consigliere richiama inoltre l’attenzione sulle rese produttive e sulla necessità di individuare nuovi mercati di sbocco per il vino piemontese. «Occorre affrontare il tema delle giacenze, approfondire la questione delle rese e lavorare seriamente sull’apertura di nuovi mercati. Non bastano annunci o iniziative mediatiche», afferma.

Per il Partito Democratico la risposta deve arrivare attraverso un confronto ampio e strutturato che coinvolga tutti gli attori del comparto. «La Regione apra al più presto gli Stati Generali del mondo del vino. Sediamoci tutti allo stesso tavolo e troviamo insieme nuove soluzioni per affrontare le criticità del settore, prima che sia troppo tardi», conclude Isnardi.

 

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