Casale: rifiuti scaricati nelle periferie. «Arrivano anche da fuori Comune»
Politica
Monica Gasparini   
18 Giugno 2026
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08:30 Logo Newsguard
Il confronto

Casale: rifiuti scaricati nelle periferie. «Arrivano anche da fuori Comune»

Il caso arriva in Consiglio comunale. L’opposizione chiede più controlli. L’assessore Fracchia: già attive foto-trappole, videosorveglianza e nuove campagne di sensibilizzazione

CASALE MONFERRATO – Il problema dell’abbandono dei rifiuti nelle aree periferiche di Casale Monferrato è approdato in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione urgente presentata dai gruppi Pd, Casale Ci Siamo e Casale per i Giovani. Al centro del dibattito il degrado ambientale lungo la Strada Provinciale 31 bis, nell’area dell’ex Gaiero a Casale Popolo, indicata come esempio di una criticità più ampia che interessa diverse zone periferiche del territorio.

La richiesta avanzata alla giunta riguarda interventi immediati, un rafforzamento dei controlli e l’adozione di strategie innovative e coordinate per contrastare un fenomeno che continua a generare danni ambientali e costi per la collettività.

L’intervento di Calvo

A illustrare l’interrogazione è stato il consigliere Riccardo Calvo, che ha precisato come la segnalazione relativa all’area tra l’ex Gaiero e Casale Popolo sia stata scelta come caso emblematico di una problematica diffusa nelle periferie cittadine.

Il consigliere ha richiamato l’attenzione sulla «sistematica, continua e ormai cronica serie di abbandoni di rifiuti» che interessa la zona. Sottolineando come spesso sia necessario l’intervento del Comune per la rimozione dei materiali. Mentre in altri casi sono gli stessi privati a provvedere per preservare la qualità ambientale dell’area.

Calvo ha ricordato che si tratta di un territorio già fragile dal punto di vista infrastrutturale. Segnato dagli eventi alluvionali e dalla necessità di interventi di rialzo degli argini. Da qui l’ipotesi che parte dei rifiuti possa provenire da cittadini di altri Comuni dotati di tariffazione puntuale. Che sceglierebbero quindi di scaricare abusivamente nelle aree periferiche di Casale per evitare i costi legati allo smaltimento. L’esponente di minoranza ha collegato il tema anche alla futura introduzione della tariffazione puntuale a Casale Monferrato, sostenendo la necessità di evitare che «alla beffa si aggiunga anche il danno».

“Più controlli”

Tra le richieste rivolte all’amministrazione figurano un controllo più tempestivo ed efficace del territorio attraverso fototrappole, videosorveglianza mobile e cartellonistica dissuasiva con l’indicazione delle sanzioni previste. Oltre a campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Calvo ha inoltre sollecitato una strategia coordinata con i Comuni limitrofi per affrontare in maniera condivisa il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Il consigliere ha infine chiesto se siano in corso attività investigative specifiche. E, anche, se sia stata valutata una forma di controllo intercomunale e se la Polizia locale disponga di strumenti adeguati per contrastare il fenomeno.

La risposta dell’assessore Fracchia

L’assessore all’Ambiente Gigliola Fracchia ha riconosciuto la gravità del problema. Evidenziando come non riguardi esclusivamente l’area segnalata nell’interrogazione ma l’intero territorio comunale e, più in generale, quello del Consorzio Casalese Rifiuti. Fracchia ha spiegato che il Comune dispone attualmente di otto foto-trappole mobili impiegate nelle attività di controllo. Precisando tuttavia che il loro spostamento richiede procedure tecniche che non consentono interventi immediati. Grazie a questi strumenti, ha sottolineato, è già stato possibile individuare diversi responsabili di abbandoni abusivi.

Alle foto-trappole si affiancano le telecamere installate presso le isole seminterrate, recentemente potenziate con apparecchiature più performanti. Oltre ai controlli quotidiani svolti dalla Polizia locale e dall’ispettore ambientale del Ccr. Le verifiche comprendono anche l’ispezione diretta dei rifiuti abbandonati per individuare elementi utili a risalire ai responsabili.

L’assessore ha confermato che sono già state elevate sanzioni significative nei confronti di alcuni trasgressori. E che i controlli vengono intensificati nelle aree maggiormente colpite dal fenomeno, citando tra queste via Candiani. Dove negli ultimi tempi sono stati rinvenuti materassi, mobili e altri materiali ingombranti.

Sul fronte normativo, Fracchia ha ricordato l’entrata in vigore del decreto legge 116 del 2025, noto come “decreto Terra dei Fuochi”. Che ha inasprito le sanzioni per l’abbandono dei rifiuti, introducendo anche conseguenze di natura penale nei casi più gravi e prevedendo il sequestro dei veicoli utilizzati per commettere gli illeciti. Annunciando poi l’installazione di nuova cartellonistica informativa e dissuasiva. E ha spiegato che, insieme al Ccr e a Cosmo, è allo studio una campagna di comunicazione rivolta ai cittadini per promuovere una corretta raccolta differenziata. Oltre a sensibilizzare sui costi economici dell’abbandono dei rifiuti, che finiscono per gravare sull’intera collettività attraverso la Tari.

La replica di Calvo

Nella replica finale Calvo si è dichiarato soddisfatto della risposta ricevuta e dell’impegno dimostrato dall’assessore e dagli uffici comunali. Il consigliere ha tuttavia evidenziato una differenza sostanziale tra Casale Monferrato e molti piccoli Comuni del territorio. Dove il controllo ambientale è favorito da una rete sociale più capillare e dalla maggiore facilità di individuare i responsabili degli abbandoni. Ha citato come esempio le aree agricole tra Balzola e Morano, dove la presenza costante dei proprietari rende molto difficile agire nell’anonimato.

Secondo Calvo, Casale presenta invece vaste aree periferiche e naturalistiche — comprese quelle prossime al Parco del Po — che risultano più esposte. Il motivo? Perché prive di un efficace controllo sociale. Da qui la richiesta di estendere le attività di monitoraggio anche oltre le isole ecologiche e i punti già sorvegliati. Prestando particolare attenzione alle zone più vulnerabili come quella di Strada Vecchia Morano.

Il consigliere ha infine ribadito la necessità di una linea comune tra i sindaci del territorio per evitare che i controlli più rigorosi adottati in alcuni Comuni finiscano per spostare il problema nelle aree periferiche di Casale Monferrato. Pur ritenendo positiva la risposta ricevuta, ha quindi invitato l’amministrazione a proseguire con decisione lungo la strada del rafforzamento dei controlli e della collaborazione intercomunale.

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