CNDDU: “Calendario scolastico va ripensato alla luce dei cambiamenti climatici”
ll Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede di rivedere il calendario scolastico e di aprire un tavolo tecnico per tutelare salute e diritto allo studio.
ROMA – Esame di Stato 2027 e caldo nelle scuole, il CNDDU: “Serve un calendario scolastico resiliente ai cambiamenti climatici”.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime perplessità sulle criticità organizzative emerse dopo la fissazione delle prove scritte dell’Esame di Stato 2027 al 16 e 17 giugno. Secondo il Coordinamento, in alcune Regioni tale scelta determina una sostanziale sovrapposizione tra la conclusione delle attività didattiche, gli scrutini finali e l’avvio delle procedure d’esame, con ripercussioni sull’organizzazione delle scuole.
Per il CNDDU, la vicenda evidenzia la necessità di una più efficace leale collaborazione istituzionale tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Regioni nella definizione del calendario scolastico, evitando che una compressione dei tempi organizzativi possa incidere sulla qualità del servizio scolastico e sui diritti degli studenti.
L’impatto dei cambiamenti climatici
Il Coordinamento sottolinea tuttavia come la questione vada oltre la sola organizzazione degli esami e investa direttamente il rapporto tra scuola e tutela dei diritti fondamentali. Da anni, infatti, il CNDDU richiama l’attenzione sull’impatto dei cambiamenti climatici sull’organizzazione scolastica, osservando che le ondate di calore nei mesi di giugno e settembre rappresentano ormai fenomeni ricorrenti e destinati a incidere stabilmente sul funzionamento delle istituzioni scolastiche.
Nel comunicato si evidenzia come migliaia di edifici scolastici siano ancora privi di adeguati sistemi di climatizzazione, ventilazione e isolamento termico. In tali condizioni, secondo il Coordinamento, il diritto allo studio rischia di essere esercitato in ambienti che non garantiscono standard adeguati di salubrità, con effetti sul benessere psicofisico degli studenti e sulle condizioni di lavoro del personale scolastico.
Il CNDDU richiama quindi i principi costituzionali, ricordando che il diritto all’istruzione sancito dall’articolo 34 della Costituzione deve essere letto congiuntamente al diritto alla salute previsto dall’articolo 32 e al principio di uguaglianza sostanziale dell’articolo 3. Viene inoltre richiamato l’articolo 97 della Costituzione, secondo cui il principio di buon andamento della pubblica amministrazione impone una programmazione fondata su criteri di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza rispetto alle concrete condizioni in cui il servizio pubblico viene erogato.
Revisione organica della disciplina relativa al calendario scolastico nazionale
Alla luce di tali considerazioni, il Coordinamento propone l’avvio di una revisione organica della disciplina relativa al calendario scolastico nazionale, introducendo tra i criteri di programmazione anche il fattore climatico quale elemento rilevante per garantire l’effettivo esercizio del diritto all’istruzione.
In attesa della riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, il CNDDU suggerisce inoltre la possibilità, previo accertamento tecnico delle condizioni strutturali degli edifici e delle caratteristiche climatiche dei territori, di consentire alle Regioni maggiormente esposte alle ondate di calore, in particolare quelle del Centro e del Mezzogiorno, di posticipare l’avvio delle lezioni ai primi giorni di ottobre. Lo slittamento verrebbe compensato attraverso una diversa distribuzione del calendario annuale, senza ridurre il monte ore obbligatorio, ma garantendone lo svolgimento in condizioni rispettose della salute, della dignità della persona e del diritto all’apprendimento.
L’appello al Ministro
Il Coordinamento rivolge infine un appello al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova un tavolo tecnico interistituzionale con il coinvolgimento delle Regioni, dell’ANCI, dell’UPI, delle organizzazioni professionali della scuola, degli esperti di edilizia scolastica e della comunità scientifica, con l’obiettivo di elaborare un modello di calendario scolastico resiliente ai cambiamenti climatici.
Secondo il CNDDU, l’adattamento del sistema scolastico all’evoluzione climatica rappresenta oggi un’esigenza non più rinviabile. Continuare a programmare tempi e spazi dell’istruzione sulla base di parametri climatici ormai superati, conclude il Coordinamento, rischia di indebolire la funzione costituzionale della scuola quale presidio di uguaglianza sostanziale e di promozione dei diritti umani.