Omicidio di Capodanno: caso riaperto, chi ha informazioni si rivolga ai carabinieri
L’attività della Procura di Vercelli: già sentiti diversi testimoni, nuove analisi del Dna sui reperti per identificare l’assassino. Riesumata la salma
CASTELLETTO MERLI – Per tre decenni è rimasto uno dei più noti cold case del territorio. Ora “l’omicidio di Capodanno” potrebbe arrivare a una svolta: la Procura di Vercelli ha riaperto l’inchiesta sull’omicidio di Antonella Guarnero. Riesumata la salma.
I nuovi accertamenti scientifici sui reperti raccolti nel 1993, potrebbero dare le risposte che famiglia e amici cercano da 33 anni. L’obiettivo è verificare se le moderne tecniche di analisi del Dna possano finalmente dare un nome all’assassino. Già sentiti diversi testimoni.
L’ultima notte
La notte di San Silvestro del 1992 per Antonella Guarnero inizia tra risate e brindisi con un gruppo di amici. Sono le 21.30 quando la trentenne, centralinista della Cold Car e figlia del segretario locale della Democrazia Cristiana Felice Guarnero, varca la soglia del ristorante “S’ciapa Pum” di Roncaglia e si unisce ad altri 23 giovani per festeggiare il Capodanno. Indossa un abito scintillante di paillettes, tacchi alti e una lunga pelliccia bianca.
Il nuovo anno sta iniziando, e la festa prosegue. Verso le 3 del mattino, il gruppo si divide. Antonella, insieme ad alcuni altri giovani, decide di proseguire i festeggiamenti al bar Borsani di Casale: all’epoca, il locale era vicino alla stazione ferroviaria. Oggi, lì, c’è una panetteria.
Alle 5, Antonella – insieme ad altri tre amici, due ragazzi e una ragazza – si sposta dal Borsani alla piazza della chiesa di San Germano, dove aveva parcheggiato la sua Lancia Y10. I compagni la salutano, lei si mette al volante per tornare a casa. Deve percorrere circa venti chilometri, quelli che la separano da frazione Sogliano (Castelletto Merli). È un tragitto breve, di routine. Ma proprio in quei luoghi che parlano di casa avviene il dramma.
Antonella viene ritrovata verso le 10 in località Terfengo, a una manciata di chilometri dall’abitazione. Qualcuno l’ha strangolata, poi l’ha abbandonata in un campo. L’autopsia rivelerà che ha lottato nel tentativo di sfuggire al suo assassino. Un delitto commesso presumibilmente tra le 6 e le 7. L’auto è stata trovata parcheggiata nel cortile di casa.
Un delitto brutale
Cos’è successo ad Antonella in quelle poche ore? Il corpo, come detto, fu rinvenuto in località Terfengo, a Castelletto Merli, intorno alle 10 da un agricoltore vietnamita che si stava recando al lavoro.
La scena che si presentò ai soccorritori fu terribile: Antonella era seminuda, strangolata a mani nude dopo quella che è apparsa come una strenua difesa della giovane. Aveva le unghie spezzate e lesioni sul corpo. Il medico legale stimò l’ora del decesso tra le 6 e le 7 del mattino.
Nonostante i numerosi interrogatori e i sospetti su un movente passionale, il caso è rimasto irrisolto.
La scienza forense
Oggi la tecnologia offre una seconda possibilità. Su istanza della famiglia, assistita dall’avvocato Michele Allamprese, i magistrati puntano sulle moderne tecniche di analisi del Dna. Oltre ai resti riesumati, verranno analizzati minuziosamente i vestiti e gli altri campioni biologici conservati. Il fratello di Antonella, Pier Massimo Guarnero, che non ha mai smesso di cercare la verità anche dopo la scomparsa dei genitori (il padre Felice nel 2017, la madre l’anno scorso), attende ora che quei reperti (alcuni furono distrutti nel corso degli anni) possano finalmente dare un nome all’assassino che la giovane, con ogni probabilità, stava aspettando quel 1° gennaio 1993.
Alle tracce biologiche potranno essere d’aiuto i ricordi di chi quella sera era presente alla cena.
Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini, così come non parlano i famigliari di Antonella Guarnero. In questa fase è importante che chiunque ritenga di avere elementi utili sul caso contatti i carabinieri del Reparto Operativo di Alessandria o il legale dei Guarnero (email avv.allamprese@gmail.com – garantendo assoluto e massimo riserbo). Verranno prese in esame anche le segnalazioni anonime: qualsiasi informazione utile potrà contribuire a fare giustizia.