Casale: Fondazione Aleramo, Servato e Fiore (Pd), «serve fare piena chiarezza»
Nel mirino del Partito Democratico la mancata approvazione dei bilanci consuntivi 2024 e 2025 e la necessità di un piano di stabilizzazione
CASALE MONFERRATO – «Le parole del vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Domenico Ravetti, confermano quanto denunciamo da anni. Ora serve fare piena chiarezza». È la posizione espressa dai consiglieri comunali del Partito Democratico di Casale Monferrato, Luca Servato e Maria Fiore, che intervengono sulla vicenda della Fondazione Aleramo.
Nel comunicato i due consiglieri sostengono che l’intervento di Ravetti e le risposte fornite da Regione Piemonte e Comune di Casale Monferrato rappresentino «un’importante conferma» delle criticità che il Pd afferma di aver segnalato nel corso degli anni.
Servato e Fiore ricordano di aver presentato atti consiliari, richiesto documentazione e sollecitato maggiore trasparenza sulla gestione della Fondazione, dichiarando di aver incontrato «resistenze, minimizzazioni e una scarsa disponibilità ad affrontare fino in fondo una vicenda» che, a loro avviso, meritava approfondimenti sia sul piano amministrativo sia su quello etico e politico.
Secondo gli esponenti del Partito Democratico, le dichiarazioni di Ravetti e la risposta dell’assessore regionale, nella quale si evidenzia che i bilanci consuntivi 2024 e 2025 non sono ancora stati approvati e che sarà necessario predisporre un «piano formale di stabilizzazione», confermerebbero le criticità evidenziate negli ultimi anni.
“Serve chiarezza”
Per questo motivo il Pd chiede che venga fatta «piena luce sul percorso della Fondazione e sulle responsabilità che hanno condotto alla situazione odierna», auspicando che nelle prossime settimane vi siano ulteriori sviluppi sia a livello comunale sia regionale.
Servato e Fiore concludono ricordando come la Fondazione Aleramo fosse nata con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il territorio casalese e il Monferrato. «Oggi, invece – affermano – il rischio concreto è che venga ricordata soprattutto per le criticità gestionali emerse e per il consistente impiego di risorse pubbliche che non ha prodotto i risultati attesi», definendo la vicenda «un’occasione che non avrebbe dovuto essere sprecata».