Casale Monferrato, negozio confiscato alla mafia rinasce: il sopralluogo
Avviato l'iter per l'assegnazione al Comune e la futura destinazione a un progetto di riutilizzo sociale, nel segno della legalità
CASALE MONFERRATO – Casale Monferrato, sopralluogo nel negozio confiscato alla mafia: verso il riutilizzo sociale del bene.
Un immobile confiscato alla criminalità organizzata nel centro storico di Casale Monferrato si prepara a una nuova destinazione. Nella giornata di ieri si è svolto un sopralluogo nell’ex negozio di via Garibaldi, promosso su richiesta di Libera, con l’obiettivo di avviare il percorso che porterà al suo riutilizzo per finalità sociali.
All’incontro hanno partecipato i componenti del presidio casalese di Libera, intitolato a Roberto Mancini, insieme ai funzionari dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ai Carabinieri e ai rappresentanti dell’amministrazione comunale.
Locale chiuso da tempo
Il locale, situato in una posizione centrale lungo via Garibaldi, risultava chiuso da tempo. Per accedere ai locali è stato necessario l’intervento di un fabbro, a testimonianza del lungo periodo di abbandono dell’immobile. L’obiettivo condiviso è quello di restituire il bene alla comunità attraverso un progetto di riutilizzo sociale.
La storia dell’immobile è legata anche a un episodio intimidatorio avvenuto alcuni anni fa, quando il negozio fu colpito dal lancio di una bomba carta che danneggiò la serranda. Secondo Libera, si tratta di un episodio che richiama l’attenzione sulla presenza e sull’interesse della criminalità organizzata anche nel territorio della provincia di Alessandria.
Destinato a un progetto di riutilizzo sociale
L’iter amministrativo per la destinazione del bene è ormai avviato. A breve l’immobile sarà assegnato al Comune di Casale Monferrato, che ha già espresso la volontà di destinarlo a un progetto di riutilizzo sociale, in linea con quanto previsto dalla Legge 109 del 1996, che ha introdotto il principio del riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie.
Per Libera, la rete di associazioni fondata da don Luigi Ciotti, il recupero dei beni confiscati rappresenta un passaggio di forte valore simbolico e civile. Restituire questi immobili alla collettività significa trasformare luoghi riconducibili alla criminalità organizzata in spazi aperti alla cittadinanza, alla partecipazione e alla promozione della cultura della legalità.