RSA aperte, Cisl e Fnp Piemonte: «Pronti a dare il nostro contributo»
Cisl e Fnp Piemonte accolgono con favore il progetto della Regione. I sindacati sollecitano il rafforzamento della medicina territoriale, maggiori risorse e un sostegno concreto ai caregiver familiari.
TORINO – RSA aperte, Cisl e Fnp Piemonte: “Riforma necessaria, pronti a dare il nostro contributo”.
Cisl Piemonte e Fnp Piemonte accolgono con favore l’annuncio della Regione Piemonte di avviare un percorso di riforma del sistema di assistenza agli anziani basato sul modello delle “RSA aperte”, che punta a integrare residenzialità, assistenza domiciliare e servizi territoriali. Le due organizzazioni sindacali chiedono però di essere coinvolte fin dalle prossime fasi di elaborazione della riforma, a partire dal confronto pubblico previsto per il 2 ottobre.
“Chiediamo di poter dare in nostro contributo”
“Chiediamo di poter dare il nostro contributo – dichiarano i segretari generali di Cisl Piemonte e Fnp Piemonte, Luca Caretti e Alessio Ferraris – perché rappresentiamo una parte fondamentale della popolazione interessata da questo cambiamento. La quasi totalità dei destinatari della riforma è costituita da persone anziane, pensionati, lavoratori e loro famiglie. Siamo pronti a collaborare per definire un nuovo modello organizzativo capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini”.
Secondo Cisl e Fnp Piemonte, il nuovo sistema dovrà poggiare sul rafforzamento della medicina territoriale e della rete socio-sanitaria di prossimità, accompagnato da adeguate risorse economiche, dalla valorizzazione degli operatori e da un sostegno concreto ai caregiver familiari.
Le due organizzazioni ribadiscono inoltre la disponibilità ad aprire un confronto con la Regione, le aziende sanitarie e i gestori delle strutture, affinché il modello delle RSA aperte venga costruito attraverso una programmazione condivisa, sostenibile e orientata alla qualità dell’assistenza, garantendo agli anziani cure appropriate e, quando possibile, la permanenza nel proprio contesto di vita.
“Finalmente la Regione sembra andare nella direzione che auspichiamo da tempo – concludono Caretti e Ferraris – trasformando le RSA in presidi aperti al territorio, capaci di accompagnare le persone anziane lungo tutto il percorso della fragilità, sostenendo la permanenza a domicilio quando possibile e garantendo la continuità assistenziale. Ora è necessario agire rapidamente, perché la situazione è grave e richiede risposte tempestive”.