Sanità, Ravetti (Pd): «Su Acqui e Casale la Regione faccia chiarezza»
Il vicepresidente del Consiglio regionale interviene sull’Irccs e sul futuro dell’ospedale acquese: «Casale abbia un centro internazionale sul mesotelioma. Per l’Istituto serve una fondazione pubblica»
ALESSANDRIA – Casale Monferrato nell’Irccs, il futuro dell’ospedale di Acqui Terme e il modello di gestione dell’Istituto di ricerca. Sono i tre temi sui quali Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte ed esponente del Pd, chiede risposte alla Regione. Il primo punto riguarda il riconoscimento dell’Irccs di Alessandria, un risultato che Ravetti lega direttamente alla storia di Casale Monferrato e alla lotta contro il mesotelioma. «Se oggi l’ospedale di Alessandria è riconosciuto come Irccs, la ragione è da individuarsi nella tragica vicenda che ha fatto di Casale Monferrato il simbolo della lotta al mesotelioma».
Ravetti evidenzia quindi una questione legata alla denominazione ufficiale: «L’Irccs si chiama Alessandria-Casale Monferrato. O così dovrebbe chiamarsi; infatti, sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale reca solo il nome di Alessandria e non anche quello di Casale Monferrato» (come anticipato da Il Piccolo il 14 agosto, ndr).
Da qui la richiesta all’assessore regionale alla Sanità di assumere «un impegno preciso». Affinché Casale diventi sede di un centro di ricerca contro il mesotelioma di livello internazionale. «Il progetto dell’Irccs è stato un risultato importante per il nostro territorio e non può non tenere a bordo anche Casale Monferrato», aggiunge Ravetti.
Il futuro dell’ospedale di Acqui Terme
Il secondo fronte riguarda invece il “Monsignor Giovanni Galliano” di Acqui Terme e l’ipotesi del suo trasferimento all’Aou Al. «Avevamo chiesto alla Giunta regionale di verificare, entro il 31 dicembre 2026, l’opportunità del trasferimento all’Aou di Alessandria. Su questo fronte ad oggi tutto tace e, se ci sono intoppi di natura amministrativa, l’assessore deve dircelo», afferma il vicepresidente del Consiglio regionale.
Per Ravetti occorre quindi chiarire quale strada la Regione intenda percorrere e quali siano gli eventuali ostacoli al progetto.
«Una fondazione pubblica per l’Irccs»
Infine, il consigliere del Pd interviene sul futuro assetto gestionale dell’Istituto, proponendo la costituzione di una fondazione pubblica per la gestione dell’Irccs. «Siamo convinti che l’Irccs debba essere gestito da una fondazione, come accade in Lombardia, perché questo genererebbe vantaggi», sostiene Ravetti.
Una struttura che, secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, dovrebbe avere una dimensione più ampia rispetto al solo territorio alessandrino. «La fondazione dovrà garantire un ruolo da protagonista a tutto il Piemonte».
Tre questioni, dunque, sulle quali Ravetti attende dalla Regione «risposte precise e concrete». Ovvero, “il ruolo di Casale nella ricerca sul mesotelioma, il futuro dell’ospedale di Acqui Terme e il modello organizzativo dell’Irccs”.