Infermieristica, crescono le candidature in Piemonte: a Torino +30%
Cresce l’interesse per la professione infermieristica: 869 candidature per 712 posti all’Università di Torino e domande in aumento anche al Piemonte Orientale. Riboldi: «Un segnale importante e incoraggiante».
CASALE MONFERRATO – Infermieristica, boom di candidature in Piemonte: a Torino +30%, aspiranti oltre i posti disponibili. Cresce l’interesse dei giovani per la professione infermieristica. Riboldi: «Segnale importante, dobbiamo continuare a investire sull’attrattività e sulla valorizzazione»
Torna a crescere con forza l’interesse dei giovani piemontesi per la professione infermieristica. I numeri delle candidature per l’anno accademico 2026-2027 segnano un’inversione di tendenza significativa, sia all’Università di Torino sia all’Università del Piemonte Orientale.
A Torino sono state registrate 869 candidature per 712 posti disponibili al corso di laurea in Infermieristica, con un aumento del 30% rispetto allo scorso anno. Per la prima volta, dunque, il numero degli aspiranti studenti supera quello dei posti messi a bando.
Infermieristica, crescono le domande anche al Piemonte Orientale
Il trend positivo riguarda anche l’Università del Piemonte Orientale, dove le candidature al corso di laurea in Infermieristica sono salite dalle 315 del 2025 alle 454 del 2026.
Le domande interessano le diverse sedi universitarie di Alessandria, Alba, Novara, Biella, Verbania e Vercelli.
Un aumento che si inserisce in una più ampia ripresa nazionale dell’interesse verso una professione che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con una forte carenza di personale.
Secondo i dati della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi), nel 2026 in Italia le domande di ammissione sono circa 22mila per 20.672 posti disponibili, con una crescita del 16,3% rispetto allo scorso anno. Il rapporto tra candidature e posti torna così sopra la soglia di copertura nazionale.
Riboldi: «La professione infermieristica può tornare attrattiva»
A commentare i dati è l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che sottolinea come l’aumento delle candidature rappresenti un segnale positivo, pur in un quadro nel quale la carenza di infermieri continua a essere una delle principali criticità per il sistema sanitario.
«È un segnale importante e incoraggiante, che ci dice che la professione infermieristica può tornare ad essere attrattiva per i giovani – sottolinea Riboldi –. La carenza di infermieri rappresenta una delle principali sfide che i sistemi sanitari stanno affrontando e non esistono soluzioni semplici o immediate».
Per l’assessore è quindi necessario intervenire contemporaneamente su più aspetti: formazione, valorizzazione professionale, condizioni di lavoro, sviluppo delle competenze e prospettive di carriera.
«L’aumento delle candidature di quest’anno va nella direzione che auspichiamo e ci spinge a proseguire il lavoro avviato», aggiunge.
Carenza di infermieri, il tavolo permanente della Regione Piemonte
Sul fronte del reclutamento, lo scorso aprile la Regione Piemonte ha istituito un tavolo permanente dedicato agli infermieri e al rafforzamento dei servizi sanitari.
Al tavolo partecipano Assessorato alla Sanità, Direzione Sanità, Azienda Zero, Aziende sanitarie e organizzazioni sindacali. L’obiettivo è individuare risposte strutturali ai fabbisogni di personale del sistema sanitario piemontese.
Parallelamente la Regione sta lavorando anche sul versante delle collaborazioni internazionali.
Infermieri, il Piemonte guarda anche alla collaborazione con l’Uzbekistan
All’inizio di settembre Riboldi ha partecipato, insieme alla rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi e al presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino Ivan Bufalo, a una missione istituzionale alla Kimyo International University di Tashkent, in Uzbekistan.
La missione è stata dedicata anche alla formazione infermieristica e alle professioni sanitarie.
L’obiettivo della collaborazione è approfondire la possibilità di sviluppare percorsi formativi secondo standard internazionali, favorendo il riconoscimento delle competenze, la mobilità dei laureati e forme strutturate di cooperazione tra università, sistema sanitario e mondo professionale.
«Il dato delle candidature ci conforta, ma sappiamo che la strada è ancora lunga – conclude Riboldi –. Vogliamo che sempre più giovani scelgano di diventare infermieri e, soprattutto, che vedano nel nostro sistema sanitario un luogo nel quale costruire il proprio futuro professionale».
La strategia, quindi, procede su due binari: aumentare l’attrattività della professione per i giovani e sviluppare collaborazioni internazionali strutturate.
«Sono strade complementari che rispondono allo stesso obiettivo – conclude l’assessore –: avere gli infermieri di cui la sanità piemontese ha bisogno e riconoscere pienamente il valore di una professione fondamentale per la qualità delle cure».