Riso “bio” coltivato con sostanze vietate: maxi sequestro da 10 milioni nel Pavese
Cronaca
18 Settembre 2026
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09:36 Logo Newsguard
L'inchiesta

Riso “bio” coltivato con sostanze vietate: maxi sequestro da 10 milioni nel Pavese

Coinvolte 14 aziende della Lomellina. Gli agricoltori sono accusati di frode in commercio e truffa per l’ottenimento di contributi pubblici. Sequestrati anche fitofarmaci e fertilizzanti non consentiti nell’agricoltura biologica

PAVIA – Riso biologico, maxi sequestro nel Pavese: coinvolte 14 aziende, valore oltre 10 milioni.

Riso commercializzato come biologico ma che, secondo gli investigatori, sarebbe stato coltivato utilizzando sostanze non consentite. È questa l’ipotesi al centro di un’importante operazione della Guardia di Finanza in Lomellina, nel Pavese, dove è stato eseguito un sequestro preventivo per un valore superiore a 10 milioni di euro. Coinvolte 14 aziende agricole.

L’operazione è scattata ieri e resa nota dalla Guardia di Finanza. Riguarda riso venduto come prodotto biologico che, sulla base degli accertamenti investigativi, sarebbe invece stato ottenuto facendo ricorso a prodotti vietati in questo tipo di coltivazione.

Riso biologico nel Pavese, coinvolte 14 aziende

L’inchiesta interessa complessivamente 14 aziende della Lomellina, in provincia di Pavia. Gli agricoltori coinvolti sono accusati di frode in commercio e truffa finalizzata all’ottenimento di erogazioni pubbliche.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema avrebbe infatti consentito alle imprese interessate non soltanto di commercializzare il riso come biologico, ma anche di ottenere contributi pubblici ai quali non avrebbero avuto diritto.

Il valore del riso oggetto del sequestro preventivo supera complessivamente i 10 milioni di euro.

Sequestrati anche fitofarmaci e fertilizzanti vietati

All’operazione della Guardia di Finanza hanno preso parte anche gli ispettori dell’Icqrf, l’organismo del Ministero dell’Agricoltura impegnato nel contrasto alle frodi nel settore agroalimentare.

Nel corso delle attività sono stati sequestrati anche fitofarmaci e fertilizzanti non consentiti nell’agricoltura biologica.

L’indagine era cominciata tre anni fa a seguito di alcune segnalazioni provenienti da Federbio. I successivi accertamenti avrebbero fatto emergere il presunto utilizzo di prodotti non ammessi per la produzione biologica.

Intercettazioni e analisi sulle piantine di riso

Gli elementi raccolti dagli investigatori deriverebbero da più attività d’indagine. I presunti comportamenti illeciti sarebbero emersi anche attraverso intercettazioni telefoniche e dagli esami di laboratorio effettuati su campioni di piantine di riso.

Le analisi avrebbero quindi contribuito a ricostruire le modalità con cui sarebbe avvenuta la produzione finita al centro dell’inchiesta.

L’operazione riguarda uno dei territori maggiormente legati alla risicoltura italiana, la Lomellina, e punta a fare luce sulla presunta commercializzazione come biologico di riso che, secondo l’ipotesi investigativa, non avrebbe rispettato i requisiti previsti per questo tipo di produzione.

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