Casale: il Pd interviene sulla sentenza del Tar su BCV e acqua pubblica
In una nota diffusa dal circolo cittadino, il Pd contesta la lettura fornita dalla società e sostiene che la decisione non riguardi soltanto un profilo procedurale.
Il Circolo cittadino contesta la lettura data da BCV sulla decisione del Tar e chiede chiarimenti su gestione, ricorso e ruolo di AMC.
CASALE – Il Partito Democratico di Casale Monferrato torna sulla sentenza del Tar che ha dichiarato nullo il decreto di affidamento in house a BCV della gestione del servizio idrico nei territori casalese, vercellese e biellese. In una nota diffusa dal circolo cittadino, il Pd contesta la lettura fornita dalla società e sostiene che la decisione non riguardi soltanto un profilo procedurale.
Secondo quanto riferito nel comunicato, BCV avrebbe parlato di una decisione limitata a un aspetto formale, senza effetti sul merito della scelta gestionale in house e superabile con una deliberazione a maggioranza qualificata della Conferenza dell’Autorità d’ambito. Una ricostruzione che il Pd respinge, sostenendo invece che il Tar abbia annullato il decreto per l’assenza dei presupposti richiesti dalla legge per l’affidamento diretto di un servizio pubblico.
Le contestazioni sulla sentenza del Tar
Nel testo, i dem fanno riferimento a quanto «riportato dalla stampa», secondo cui il decreto sarebbe stato privo di giustificazioni tecniche ed economiche capaci di dimostrare i vantaggi concreti per la collettività. Sempre secondo questa ricostruzione, la scelta del commissario sarebbe stata motivata dal recepimento della «volontà politica» dei Comuni, mentre la sostenibilità finanziaria dell’operazione sarebbe stata descritta soltanto come potenziale.
Per il circolo casalese, con l’annullamento del decreto avrebbero perso efficacia anche gli atti successivi. Da qui la valutazione politica secondo cui l’attuale gestione sarebbe ormai in una fase «provvisoria» o «precaria», in attesa delle decisioni che dovranno essere assunte dall’assemblea dei Comuni.
I nodi su maggioranza e ricorso
Il Pd mette inoltre in dubbio la possibilità che l’Assemblea dei Comuni possa raggiungere la maggioranza qualificata del 75% prevista, secondo il comunicato, dalla normativa statutaria per questo tipo di provvedimento. Nella nota vengono quindi poste alcune domande sulla strada da seguire: se si intenda presentare ricorso al Consiglio di Stato e su quali presupposti giuridico-amministrativi.
Nella parte finale del comunicato, il partito chiede al Comune di Casale Monferrato e ai partiti di maggioranza di adottare provvedimenti concreti per evitare quella che definisce una deriva verso la privatizzazione del servizio idrico. Il circolo sollecita inoltre un’indicazione «tecnica» da parte di AMC spa, indicata come capogruppo responsabile della parte casalese di BCV.
Il tema della gestione dell’acqua pubblica
Secondo il Pd, la vicenda ha un rilievo che va oltre gli aspetti tecnici e riguarda direttamente la capacità amministrativa degli enti pubblici coinvolti. Il partito sostiene che dalle prossime decisioni dipenderà la possibilità di mantenere pubblica la gestione del servizio idrico nei Comuni interessati.