Autonomia differenziata, il Piemonte va avanti. Lega: «La battaglia continua»
Il Consiglio regionale approva gli schemi di intesa con il Governo e dà mandato alla Giunta di proseguire il negoziato con lo Stato. Cerutti e Bussalino: «Più capacità di decidere e gestire le risorse»
TORINO – Il Piemonte compie un nuovo passaggio nel percorso verso l’autonomia differenziata. Il Consiglio regionale ha approvato gli schemi di intesa tra Governo e Regione e ha dato mandato alla Giunta di proseguire il negoziato con lo Stato nell’ambito dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
La proposta riguarda le materie protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e, per specifici profili, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica, come risulta dalla documentazione ufficiale del Consiglio regionale.
A commentare il passaggio sono Andrea Cerutti, consigliere regionale della Lega e presidente della VII Commissione, ed Enrico Bussalino, assessore regionale all’Autonomia.
Cerutti: «Percorso costruito con metodo»
Cerutti rivendica il lavoro svolto nelle ultime settimane dalla Commissione, che ha ascoltato rappresentanti degli enti locali, del mondo universitario, delle organizzazioni sindacali, delle categorie economiche e del Comitato No-Autonomia Differenziata.
La consultazione ufficiale sulla proposta di deliberazione 176 ha previsto anche la possibilità di presentare osservazioni scritte ed è stata affidata alla VII Commissione.
«Da oggi il Piemonte fa un passo in più verso l’autonomia differenziata, dopo un percorso costruito con metodo e gradualità», afferma Cerutti, che definisce il provvedimento «un tassello fondamentale» di una battaglia storicamente sostenuta dalla Lega.
Bussalino: «Avvicinare le decisioni ai cittadini»
Per l’assessore Enrico Bussalino, l’approvazione rappresenta «un passaggio fondamentale nel percorso verso una maggiore autonomia del Piemonte».
Secondo l’esponente della Giunta, l’obiettivo è consentire alla Regione di rispondere più direttamente alle esigenze del territorio. «Non chiediamo privilegi – sostiene Bussalino – ma la possibilità di amministrare meglio, valorizzando le capacità dei nostri territori e rendendo più efficiente l’utilizzo delle risorse».
L’approvazione regionale rappresenta dunque una tappa dell’iter e non la conclusione del processo: il mandato alla Giunta è quello di proseguire il confronto istituzionale con lo Stato sugli schemi di intesa.