Telemedicina, l’Asl Al porta assistenza e prevenzione nelle case di 300 anziani
ALESSANDRIA – La telemedicina entra nelle case di 300 anziani dell’Alessandrino per aiutarli nella gestione delle patologie croniche. E, anche, …
ALESSANDRIA – Quella che dai sindacati viene definita “la peggiore Asl del Piemonte” ha sede ad Alessandria ed è gravata da un debito di 58 milioni di euro.
Non solo: deve rientrare di 4 milioni entro il 31 dicembre di quest’anno., ha una carenza di 250 (“forse 300”) infermieri, per non dire delle oss, e, a regime, dovrebbe avere 300 posti letto in più.
I numeri, decisamente preoccupanti, sono stati snocciolati nel corso della conferenza stampa, conclusasi poco fa, indetta da tutte le sigle sindacali del comparto Sanità (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Fials, Nusind, Nursing Up, Rsu AslAl) nella sede della Uil, dopo il recente incontro con l’assessore regionale Federico Riboldi.
E’ stato dichiarato lo stato di agitazione per una lunga serie di motivi, sintetizzati (tra gli altri) da Sonia Ciminello (Uil fp), Vincenzo Costantino (Fp Cgil), Paolo Magliaro (Nursing Up), Antonio Condino (Nursind), Alberto Accordi (Fials) e Moreno Maraffa (Cisl Fp)..
I sindacati hanno annunciato lo stato di agitazione che si concretizzerà con un incontro dal prefetto al quale verranno esposti i problemi che quotidianamente emergono in un’Asl dove “i rapporti tra dirigenza e personale si sono deteriorati” e il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori è pressoché inesistente.
Telemedicina, l’Asl Al porta assistenza e prevenzione nelle case di 300 anziani
ALESSANDRIA – La telemedicina entra nelle case di 300 anziani dell’Alessandrino per aiutarli nella gestione delle patologie croniche. E, anche, …
I sindacati lamentano il blocco delle assunzioni (fino a fine anno, nessun nuovo ingresso) a fronte di un “fuggi fuggi” perché “chi può se ne va a lavorare altrove”. Il drastico ridimensionamento del personale incide ovviamente non solo sulla qualità del lavoro (a volte è difficile anche beneficiare dei turni di riposo), ma anche sulla soddisfazione del paziente.
Secondo i sindacati, vengono violati i regolamenti aziendali (in fatto di turni, mobilità, incarichi, formazione, trasporti) col rischio non solo di generare insoddisfazione ma anche di incidere sulla qualità lavorativa a beneficio di chi della sanità ha bisogno.
“Esporremo le nostre rimostranze al prefetto, confidando in un suo intervento” è il pensiero unanime dei sindacati. Che non escludono, in futuro, uno sciopero generale della Sanità, “in questa Asl che è al collasso”.