Lunedì 20 Settembre 2021

Lavoro

Ibl di Coniolo in stato d'agitazione: è scontro sui premi di produzione

Ibl di Coniolo in stato d'agitazione: è scontro sui premi di produzione

CONIOLO - I lavoratori della Ibl di Coniolo sono in stato di agitazione. A comunicarlo sono le organizzazioni sindacali FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL annunciando che si stanno valutando le forme di lotta più opportune alla situazione.

Così la nota dei sindacati: «La ditta I.B.L. di Coniolo, che pure ha attraversato momenti di difficoltà piuttosto complicati, vive oggi un momento sicuramente favorevole: gli ordini non mancano, la produzione è considerevolmente aumentata e si fa ricorso a nuove assunzioni attraverso le agenzie di lavoro interinale piuttosto che assunzioni  a termine. Tutto questo dimostra che la crisi è passata e che il solo punto critico è legato alla fornitura della materia prima che spesso non riesce a soddisfare la richieste del mercato. La crisi che abbiamo lasciato alle spalle è stata superata anche e soprattutto grazie al lavoro delle operaie, degli operai  e di tutte le maestranze che, durante la fase dura della pandemia, hanno vissuto periodi di cassa integrazione Covid 19 che ne ha ridotto anche pesantemente le retribuzioni reali. Sappiamo che anche l’Azienda ha subìto perdite, non è nostra intenzione negarlo, ma sappiamo che da oltre un anno queste perdite si sono notevolmente ridotte e la tendenza si è completamente invertita. Le lavoratrici ed i lavoratori dell’I.B.L. che hanno dovuto subire la Cassa Integrazione per il Covid 19, non hanno più ricevuto alcun compenso che incentivi la produttività (premio di produzione) e tutto questo ha notevolmente ridotto la capacità del potere d’acquisto dei loro salari in una zona, quella del casalese, già notevolmente colpita dagli effetti della crisi e dalle chiusure di importanti siti produttivi. Abbiamo chiesto all’azienda di aprire una trattativa per l’istituzione di un premio di produzione che possa restituire alle lavoratrici ed ai lavoratori, almeno in parte, lo sforzo che hanno fatto in favore dell’azienda ma l’I.B.L. non ci vuole sentire. Ci è stato risposto che non è intenzione dell’I.B.L. discutere e tanto meno distribuire qualsiasi forma di incentivo se non pochi euro solo a coloro che l’azienda ritiene meritevoli, senza confronto, senza contraddittorio, senza logica, per dirla con una parola un po’ forte ma che rende perfettamente l’dea: solo ai ruffiani. L’atteggiamento dell’I.B.L. non ci piace e lo riteniamo sbagliato, per l’interesse dell’azienda stessa, dei lavoratori e di tutto il tessuto economico casalese. Ecco perché nelle prossime settimane inizierà un periodo di agitazione che, ci auguriamo, porti l’azienda a sedersi ad un tavolo di trattativa e alla soluzione di un problema che danneggia solo le lavoratrici ed i lavoratori».

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